Tra le richieste la tutela del servizio pubblico, norme che regolino le piattaforme tecnologiche oltre al completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo. “Ci sono davvero pochi taxi oggi in città – ha aggiunto Giudici -. Se dicessi che la percentuale è del 99% sarei basso”
In città lo sciopero dei taxi coincide con l’apertura di Pitti Uomo e, per tutta la mattinata, si sono verificati disagi. A Firenze l’adesione è totale” ha dichiarato il presidente nazionale Uritaxi e presidente 4390 Taxi Firenze Claudio Giudici, con al centro la tutela del servizio pubblico, norme che regolino le piattaforme tecnologiche oltre al completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo.
“Ci sono davvero pochi taxi oggi in città – ha aggiunto Giudici -. Se dicessi che la percentuale è del 99% sarei basso, perché oggi c’è veramente una adesione totale. Le uniche vetture che stanno lavorando sono quelle dedicate alla tutela delle fasce deboli, come gli anziani e coloro che si devono recare in ospedale: tra l’altro abbiamo deciso che il ricavato dei tassisti operativi andrà in beneficenza”. Giudici ha spiegato che a Roma, per la manifestazione nazionale, ci “sono tassisti da tutta la Toscana. Dobbiamo avere più tutele e chiediamo che il governo presti fede agli impegni presi”.
A Firenze anche dal 4242 si parla di “un’adesione molto alta. Garantiamo i servizi essenziali, come per coloro che devono urgentemente andare in ospedale”.
“I disagi ci sono – ha spiegato Giudici -. Ci sarebbero stati anche in una giornata normale, visto l’afflusso che c’è per Pitti: figuriamoci per oggi”.
Sempre relativamente alla protesta Giudici ha affermato che i “tassisti italiani sono esasperati per questa aggressione contro il mondo del lavoro da parte dei gruppi finanziari che stanno dietro le app a base di asta algoritmica. Questi operano impunemente violando le severe leggi sul trasporto che invece gravano sui taxi. Innovazione e concorrenza sono diventati i pretesti per attuare una distruttiva e sistematica pratica di concorrenza sleale e chi non lo riconosce è o disonesto o sottovaluta la diffusione di pratiche centrate sulla prevaricazione finanziaria invece che sul rispetto delle leggi”

