Ven 19 Lug 2024

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Schmidt: “Ciocca capelli di Leonardo? Nessuno ci crede”

“Questa cosa sulla ciocca di capelli è veramente una cosa sciocca: nessun specialista ci crede e tra l’altro è estremamente improbabile che una ciocca di Leonardo potesse essere ritrovata in una collezione privata americana”. Lo ha detto il direttore degli Uffizi Eike Schmidt alla presentazione dell’annullo filatelico di Poste Italiane di quattro nuovi francobolli nell’anniversario dei 500 anni della morte di Leonardo.

“La tradizione di collezionare ciocche di capelli di famosi personaggi oppure dei propri cari risale al Romanticismo, all’800.Sarebbe stato fuori epoca per il Rinascimento,” ha aggiunto Schmidt.

“Solo per i santi martiri, nemmeno i beati – continua il direttore degli Uffizi – si tenevano parti del corpo ma sicuramente non per grandi scienziati e grandi artisti. Di Beethoven abbiamo ciocche che potrebbero essere di centinaia di migliaia di musicisti, di persone coi capelli grigi, proprio perché c’era questa ‘cioccomania’ nell”800″. E conclude: “Non lasciamoci troppo prendere dall’entusiasmo per Leonardo: questa cosa non vale nemmeno la pena di essere analizzata nel dettaglio.”

Nel frattempo, la ciocca di capelli, che potrebbe essere appartenuta a Leonardo, è stata mostrata a Vinci (Firenze) dallo studioso Alessandro Vezzosi in concomitanza con l’apertura di due musei nella cittadina e con l’anniversario dei 500 anni dalla morte. La ‘reliquia’ mai vista in pubblico finora, ha spiegato Vezzosi, fu acquistata nel 1925 dal collezionista americano Harold K. Shigley. I capelli, una ventina di fili probabilmente biondi, furono ritrovati ad Amboise.

“Nel 1863 – ha spiegato Vezzosi – lo scrittore e ispettore dei musei Arsene Houssaye ebbe l’incarico di scoprire la tomba di Leonardo da Vinci e, una volta acquisito il feretro, trattenne per sé due reliquie: un anello e questa ciocca di capelli”. Nel 2016 un altro collezionista americano, che nel 1985 era venuto in possesso dei capelli, contattò il Museo Ideale di Vinci e adesso sono esposti nella mostra ‘Leonardo Vive’. L’obiettivo, è stato spiegato in una conferenza stampa, sarà di confrontare il Dna dei capelli con quello di discendenti di Leonardo da Vinci.

Tra i particolari emersi nella conferenza stampa organizzata a Vinci, risulta che Arsène Houssaye, l’ispettore dei musei che nel 1863 fu incaricato da una commissione imperiale di ricercare la tomba di Leonardo da Vinci tra le rovine del castello di Amboise, riuscì a ritrovarla tramite i alcuni frammenti lapidei di un’iscrizione riconducibile al nome di ‘Leonardus Vinci’. Secondo Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, i frammenti “furono ricomposti nella tomba della Cappella di Saint Hubert del Castello Reale di Amboise”.

“I documenti in nostro possesso – aggiunge sempre Vezzosi – attestano che Houssaye trattenne per sé due reliquie. Infatti, nel 1925, l’americano Harold K. Shigley acquistò a Parigi dal suo pronipote una ciocca di capelli di Leonardo e un anello di bronzo trovato nella tomba”. Anche l’anello, come la ciocca di capelli, è esposto nell’ambito della mostra ‘Leonardo Vive’. “Grazie al confronto con i risultati degli esami scientifici del Dna dei discendenti viventi del fratello di Leonardo, Domenico, e di alcune sepolture di famiglia – spiega la co-curatrice della mostra, Agnese Sabato – si potranno fare fondamentali verifiche come, per esempio, sequenziare il Dna di Leonardo e fare chiarezza sui resti contenuti nella tomba di Amboise.

Queste le parole del direttore degli Uffizi Eike Schmidt:

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