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Lun 23 Feb 2026
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ToscanaCronacaScandicci: disposta l’autopsia su corpo donna decapitata

Scandicci: disposta l’autopsia su corpo donna decapitata

Terminata l’udienza di convalida del fermo per Issam Chlih, il cittadino marocchino di 29 anni accusato dell’omicidio della donna tedesca senza fissa dimora di 44 anni, il cui corpo decapitato è stato trovato in un’area degradata a Scandicci (Firenze).

La procura ha disposto l’autopsia sul corpo della donna decapitata a Scandicci la scorsa settimana. L’incarico è stato affidato  al medico legale Maurizia Tiberio,  mentre la difesa ha nominato proprio consulente il dottore Edoardo Franchi. L’autopsia inizierà nel pomeriggio con l’esame esterno e riprenderà domani, all’istituto di medicina legale di Firenze. La vittima era sposata e aveva due bambini

Non è stato possibile  invece per l’indagato sottoporsi all’interrogatorio perché dopo il suo arrivo in carcere, stamattina, a causa delle sue condizioni psicofisiche è stato nuovamente portato al pronto soccorso dell’ospedale fiorentino San Giovanni di Dio. In udienza la pm Alessandra Falcone ha chiesto la convalida del fermo e la misura in carcere per Chlih. I difensori, gli avvocati Laura Grillo e Chistian Vannucchi, hanno invece sostenuto “l’unidirezionalità delle indagini, opponendosi alla convalida e all’applicazione di misure cautelari”. La gip Roberta Di Maria si è riservata la decisione che dovrebbe essere depositata in serata.

   

Il presunto killer della donna  è stato riportato a fine mattinata nuovamente all’ospedale San Giovanni di Dio, per un altro ricovero, e così non ha potuto partecipare all’udienza di convalida, che comunque si è tenuta lo stesso pur non potendosi svolgere – data la sua assenza – l’interrogatorio.

    Il fermato, per gravi indizi per l’omicidio volontario della donna, stamattina era stato portato, ancora sedato, nella casa circondariale ma poi, secondo quanto si apprende dai difensori, avvocati Laura Grillo e Chistian Vannucchi, quando i sanitari hanno tentato di svegliarlo avrebbe dato in escandescenza ed è stato necessario somministrargli farmaci per ridurre lo stato di agitazione. Quindi, non potendo essere curato in carcere, è stato accompagnato di nuovo al pronto soccorso.