Mer 24 Lug 2024

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Rossi tra regioni che “possano svolgere il loro ruolo” e riduzione del precariato

Rossi parlando ad Agorà estate si esprime su intese tra Governo nazionale e Regionale “in cui laddove il Governo e il Parlamento nazionale hanno difficoltà a intervenire possa farlo la Regione” e sul lavoro: “bisogna che il lavoro precario costi di più del lavoro a tempo indeterminato” per una sua riduzione.

“Andiamo a discutere di come si possano trovare con il Governo nazionale intese dove le Regioni possano svolgere il loro ruolo, e avere un certo margine di autonomia in più”. Lo ha affermato Enrico Rossi (LeU), presidente della Regione Toscana, parlando ad Agorà Estate su Raitre dell’incontro di oggi col ministro per gli Affari regionali Erika Stefani.

“Attenzione a non usare parole che sono divisive: io sono favorevole all’unità nazionale”, ha aggiunto.

Rossi si è detto “favorevole a un regionalismo ben temperato, in cui laddove il Governo e il Parlamento nazionale hanno difficoltà a intervenire possa farlo la Regione, spesso d’intesa in alcuni casi come l’ambiente, la sicurezza nei luoghi di lavoro, e su altre ancora come la cultura cercare di coordinarci meglio, per avere qualche possibilità di iniziativa più in tema di collegamento dei centri per l’impiego, la formazione, per avere più autonomia in sanità dove il tetto della spesa per il personale, per Regioni che hanno come la Toscana i bilanci in pareggio dal tempo è una sciocchezza”.

Dalle regioni si arriva poi a parlare del lavoro: “C’è una strada maestra per ridurre il precariato: bisogna che il lavoro precario costi di più del lavoro a tempo indeterminato”, afferma Rossi.

“In Italia”, ha aggiunto “il costo del lavoro ormai è sotto la media europea e quindi un provvedimento potrebbe andare in senso diverso, dire che può costare molto di più il lavoro precario, e di meno il lavoro a tempo indeterminato, questa mi pare la strada maestra”.

Secondo Rossi, sul decreto Dignità è opportuno che il governo senta il parere delle organizzazioni sindacali: “Il precariato nel nostro paese esiste”, ha detto “le nuove assunzioni sono al 90% assunzioni precarie, quindi bisogna intervenire. Al governo direi: attenzione alla fretta, ascoltate i sindacati. Si esalta tanto un gruppo di imprenditori del Veneto che dicono la loro, tutti e tre i sindacati Cgil, Cisl e Uil questa volta esprimono un giudizio a tratti molto critico su questo decreto. Non vorrei che la fretta avesse aggio sulle buone intenzioni”.

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