Rossi su migranti: “Invito la Prefettura di Firenze a rivedere le circolari”

Rossi
Immagine di repertorio

Sulla vicenda anche il primo cittadino di Firenze Dario Nardella: “Il ministro dell’Interno ha messo le mani sul sistema dell’immigrazione nel nostro Paese senza risolvere nulla, ma aumentando il rischio di pasticci perché smantella lo Sprar, ovvero il sistema di accoglienza diffusa che fino ad ora ha dato i migliori risultati in assoluto grazie al coinvolgimento delle amministrazioni locali e dei sindaci”.

“Rivolgo un invito a rivedere le circolari emesse in questi giorni – sostiene Enrico Rossi – dalla prefettura di Firenze. Contenuti e forma mi paiono inopportuni sul piano costituzionale. È un terreno molto delicato che riguarda” libertà fondamentali: quella “personale, quella di circolazione, quella della segretezza della corrispondenza che possono essere oggetto di limitazioni solo attraverso provvedimenti da parte dei magistrati”

“Dalle circolari – aggiunge Rossi – emerge una tendenza ad affrontare la questione dei flussi migratori come problema di decoro e ordine pubblico, trascurando una concreta gestione dell’immigrazione: insegnamento della lingua italiana, conoscenza dei principi della Costituzione, politiche di integrazione, opportunità di lavoro”.

“Ancor più strana – dichiara Rossi  – appare la misura che dispone l’apertura della corrispondenza destinata ai richiedenti asilo alla presenza degli operatori dei centri. Una disposizione che non trova alcun fondamento normativo. Non mi risulta che nel nostro ordinamento siano presenti ‘leggi santuarie’, quelle che regolavano i consumi e i costumi in epoca romana per impedire che venissero abbattute le barriere fra i diversi gruppi sociali e quindi la contaminazione tra i vari ceti”.

“Siamo – afferma il presidente – in un tempo triste in cui, in più province italiane, enti locali e organi di governo conducono esperimenti di biopolitica, che alludono più alla nostra cattiva coscienza che al rapporto con le leggi. Non potendo operare apertamente una discriminazione degli stranieri e delle nuove minoranze, escogitiamo provvedimenti al limite della costituzionalità e dei diritti universali, iniziative che in modo subliminale esprimono la ricerca del ‘capro espiatorio'”.

“Come presidente della Regione Toscana – conclude Rossi – resto convinto che una maggiore integrazione e un maggior controllo sociale possa avvenire esclusivamente attraverso piccoli centri di accoglienza, il potenziamento dei programmi di insegnamento della lingua italiana, l’impiego degli ospiti dei centri in forme di lavoro socialmente utile alla comunità e il superamento del sistema di accoglienza straordinaria a favore di un maggior coinvolgimento dei Comuni e degli enti locali”.

Il vero problema secondo Nardella: “Sta lì, in un decreto sicurezza che non dà alcuno strumento efficace per governare il problema della immigrazione, e che finirà per aumentare le difficoltà connesse all’immigrazione irregolare che vedremo nelle nostre strade. Questa è la vera preoccupazione – conclude Nardella – sulla quale è calato un velo di silenzio, e che invece bisogna denunciare con grande forza”.

“Le disposizioni  che fissano l’obbligo per i richiedenti asilo di rimanere all’interno dei centri di accoglienza di cui sono ospiti  dalle 8 alle 20  mi lasciano molto  perplessa: si rischia di aggiungere un ulteriore elemento di tensione con la cittadinanza, alimentando il sospetto che queste persone siano pericolose e debbano dunque essere tenute sotto controllo. In un momento, per altro,  in cui servirebbe piuttosto una maggiore integrazione” dichiara la deputata PD Rosa Maria di Giorgi.
 
“Chi delinque è giusto che paghi, ma non possiamo  limitare le libertà personali di tutti perché qualcuno sbaglia. E’ un principio di civiltà a cui non possiamo derogare: la sfida dell’integrazione si vince alimentando le occasioni di incontro, non limitandole. E nemmeno trasformando la permanenza nei  CAS in una specie di arresti domiciliari”  conclude la deputata.

“La decisione della Prefettura di Firenze -interviene anche la consigliera regionale Alessandra Nardini – è senza se e senza ma una limitazione alla libertà delle persone e in quanto tale inaccettabile.  Mi aggiungo alle parole del presidente Rossi, di Federico Gelli e di Serena Spinelli che già hanno criticato questa scelta chiedendo al Prefetto di fare un passo indietro. Gli ospiti dei centri di accoglienza sono prima di persone, esseri umani, più deboli e fragili di molti altri e per questo devono semmai essere sostenuti con più forza e non puniti o marginalizzati o peggio ancora trattati come detenuti.”

“Rilancio anche io l’appello – conclude Nardini – a tornare sulla decisione del coprifuoco per le uscite dalle strutture e il controllo dei pacchi, si possono e si devono trovare soluzioni civili per garantire rispetto delle leggi e serena convivenza. Lo dico ancora una volta, restiamo umani”.

 

 

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