Rider morto, sindacati: “Sciopero di 24 ore dei rider fiorentini il 5 ottobre prossimo”. Nardella: “Ieri sera in città si è consumata una tragedia”

rider CGIL
Foto di repertorio

Firenze, la tragica morte di un giovane rider, morto in ospedale a causa delle ferite riportate nell’incidente stradale avvenuto, nella zona di Rovezzano, sabato poco prima delle 21:30, mentre a bordo del suo scooter era in strada a fare consegne, ha suscitato commozione in città e dichiarazioni da parte di esponenti locali del mondo della politica e dei sindacati.

I sindacati Filcams-Filt-Nidil Cgil hanno proclamato lo sciopero di 24 ore dei rider fiorentini il 5 ottobre prossimo: “A Firenze un altro rider morto sul lavoro – è scritto nella nota diffusa dalla Cgil -. In attesa degli approfondimenti delle indagini, esprimiamo profondo dolore e vicinanza alla famiglia. C’è anche tanta rabbia: siamo di fronte a un’altra morte inaccettabile, in un settore dove la sicurezza sul lavoro è ancora troppo spesso un diritto da conquistare, così come salari dignitosi e diritti tante volte sono una chimera, all’interno di un sistema che spinge alla produttività a discapito delle tutele. Vogliamo dare un segnale forte e per questo proclameremo uno sciopero di 24 ore per i rider fiorentini mercoledì 5 ottobre. È tempo che le aziende facciano la loro parte e contribuiscano a correggere le storture dei meccanismi del settore, che da anni combattiamo e denunciamo. E anche la politica, a partire dal livello nazionale, deve intervenire con provvedimenti concreti per migliorare le condizioni di lavoro dei rider”.

“Ieri sera in città si è consumata una tragedia. Un giovane rider di 26 anni è morto travolto da un’auto mentre viaggiava in scooter per fare una consegna. Le indagini chiariranno la dinamica dell’incidente e le responsabilità, ma intanto abbiamo una famiglia disperata e una comunità in lutto. È l’ennesimo caduto sul lavoro, ma ciò che fa più rabbia è l’ennesimo rider morto mentre correva per rispettare i tempi di consegna. Come Willy a Livorno, Roman Emiliano sul Terragno, Romulo a Montecatini”. Lo scrive su Fb il sindaco di Firenze Dario Nardella.

“Zero tutele, ritmi insostenibili, pochi diritti – prosegue Nardella -. Da anni a Firenze ci battiamo per la dignità di tutti i lavoratori e dei riders in particolare. Lanciati in bici o in moto nelle strade delle nostre città per consegnare milioni di pasti perché un algoritmo li spinge a correre sempre di più per guadagnare 600 euro al mese. Devono fare presto se vogliono guadagnare. Una corsa contro il tempo per soddisfare il cliente. Una corsa per pochi euro. Una corsa che costa la vita. Tutto questo è abominevole. Il mondo del delivery fa grandi margini sui lavoratori, sui consumatori e sui ristoratori. Deve essere regolato meglio. Il Parlamento appena insediato approvi immediatamente una norma a tutela di questi ‘nuovi’ lavori e di questi giovani disciplinando in modo semplice ed efficace questo sistema di consumo. Dimostri di avere a cuore il valore del lavoro, delle relazioni sociali, della vita”.

Il presidente della Toscana Enrico Giani, esprimendo anche il suo cordoglio, ha dichiarato: “Le indagini faranno il loro corso ma nessuno potrà portare in vita il giovane rider che è morto sul lavoro. Nel suo ricordo abbraccio la sua famiglia e i tanti colleghi. Il comfort degli utenti non può essere pagato con le mancate tutele dei rider: tutti noi dobbiamo cambiare mentalità e chiedere uniti al nuovo Parlamento di intervenire in fretta arrestando il numero dei tanti, troppi, lavoratori morti”.

Il presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo “Una notizia drammatica. Non si può, non si deve morire per lavorare. In Consiglio regionale della Toscana abbiamo fatto una legge proprio per dare ai rider più tutele e sicurezza ma non basta e dobbiamo fare sempre di più. È una priorità assoluta e deve esserlo per tutti”.

“A Firenze un altro rider morto sul lavoro – è scritto nella nota diffusa dalla Cgil -. In attesa degli approfondimenti delle indagini, esprimiamo profondo dolore e vicinanza alla famiglia. C’è anche tanta rabbia: siamo di fronte a un’altra morte inaccettabile, in un settore dove la sicurezza sul lavoro è ancora troppo spesso un diritto da conquistare, così come salari dignitosi e diritti tante volte sono una chimera, all’interno di un sistema che spinge alla produttività a discapito delle tutele. Vogliamo dare un segnale forte e per questo proclameremo uno sciopero di 24 ore per i rider fiorentini mercoledì 5 ottobre. È tempo che le aziende facciano la loro parte e contribuiscano a correggere le storture dei meccanismi del settore, che da anni combattiamo e denunciamo. E anche la politica, a partire dal livello nazionale, deve intervenire con provvedimenti concreti per migliorare le condizioni di lavoro dei rider”.

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