L’ampliamento dell’aeroporto di Firenze torna al centro del dibattito, a partire da Prato, dove il Comune è guidato dal Commissario straordinario dopo le dimissioni di Ilaria Bugetti nella scorsa estate. Un nuovo studio sull’impatto acustico parla di aumenti di rumore nelle frazioni più vicine alle rotte di volo e apre a un nuovo confronto in Regione.
PRATO “un quadro complessivo critico”, ma nessun ricorso, come invece era accaduto continuativamente negli ultimi anni. Il Comune di Prato guidato dal Commissario straordinario Claudio Sammartino ha acceso un nuovo faro sull’impatto della futura pista dell’aeroporto di Firenze. Ha infatti dato incarico a uno studio specializzato in acustica ambientale di analizzare le rotte di decollo e atterraggio previste dall’ultimo progetto di Toscana Aeroporti e i loro effetti su cinque frazioni pratesi: San Giusto, Cafaggio, Mezzana, Paperino e Santa Maria a Colonica. Qui vivono oltre 4.300 persone, a cui si aggiungono più di 1.200 frequentatori di scuole, asili e strutture socio-sanitarie, i cosiddetti “ricettori sensibili”.
Dalle prime risultanze emerge che il nuovo Vespucci porterebbe incrementi di rumore in un’area già fortemente segnata dalla presenza di traffico e attività produttive. Proprio per questo – secondo i tecnici – il contributo dell’aeroporto, preso singolarmente, risulterebbe “moderato”. Ma il quadro complessivo resta critico. Per questo il commissario straordinario ha chiesto e ottenuto dalla Regione Toscana l’apertura di un tavolo tecnico per approfondire le criticità e valutare fin da subito eventuali misure di mitigazione e compensazione, anche alla luce del recente decreto di Via-Vas del Ministero dell’Ambiente sul piano aeroportuale di Peretola.
Duro il commento del Partito Democratico. Il segretario di Prato Marco Biagioni parla di una conferma delle preoccupazioni della città: quasi cinquemila residenti e oltre mille persone tra bambini, studenti e anziani rischiano di vivere con ancora più rumore. “Dire che l’impatto è moderato perché si somma a una situazione già critica – dice – non è una rassicurazione, è un’ammissione di problema”. Biagioni rilancia anche un appello politico: la contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto, ricorda, è sempre stata trasversale in città. “Se davvero si vuole difendere il territorio – conclude – costruiamo un fronte comune per fermare questo progetto”.

