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Mar 30 Giu 2026
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Prato: ortaggi coltivati vicino a ex discarica i finivano nei mercati rionali e nelle cucine dei ristoranti

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Prato: ortaggi coltivati vicino a ex discarica i finivano nei mercati rionali e nelle cucine dei ristoranti
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Droni in volo, settimane di osservazione, pedinamenti. Poi il blitz. A Prato si accende un nuovo fronte sull’economia sommersa del distretto. Ma il prodotto finito sotto la luce delle investigazioni non è quello che ci si aspetterebbe: niente tessuti o vestiti, ma ortaggi.

La Procura di Prato ha messo i sigilli a tre mega-orti nella zona di Tavola, a sud della città, vicino all’ex discarica del Coderino. Spazi verdi trasformati in aziende agricole, dove allo sfruttamento della manodopera si sommavano degrado ambientale, abusivismo e gravi carenze igieniche: gran parte dei terreni sorge su una ex discarica con rifiuti tossici. Sono stati sequestrati oltre 14 ettari e un casolare usato come dormitorio. Dentro, condizioni estreme: niente requisiti minimi di abitabilità, impianti fatiscenti, letti sul cemento, cucine improvvisate. Con loro, migliaia di shopper irregolari destinate alla vendita. Gli ortaggi finiscono soprattutto nei negozi e nei ristoranti della Chinatown pratese

Le ipotesi di reato sono pesanti: intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiego di lavoratori senza permesso di soggiorno, frode in commercio e abbandono di rifiuti. In uno dei tre siti, le attività erano ancora in corso nonostante un provvedimento di sospensione già emesso nel 2023. Le indagini sono partite anche grazie a rilievi con droni che hanno documentato movimenti, organizzazione e modalità di lavoro. Nel mirino anche la sicurezza alimentare: sementi, fitosanitari, acqua di irrigazione, e la destinazione degli ortaggi ai mercati e alla ristorazione.

Sul terreno, rifiuti sparsi ovunque: plastica, legno, metalli. Un sistema sotto osservazione già in passato, con prodotti agricoli distribuiti in parte della Toscana. Una rete di controlli per colpire, dicono gli inquirenti, un sistema che unisce sfruttamento, illegalità e rischio sanitario