Prato al Futuro: una fotografia delle aspettative della città sul nuovo Piano Operativo

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Giovedì 22 marzo alle 17 nel Salone Consiliare è previsto l’evento di presentazione dei risultati di “Prato al Futuro”, il percorso di partecipativo del nuovo Piano Operativo voluto dal Comune di Prato. Alle 19.00 presso il Palazzo Pretorio verrà inaugurata la mostra “Prato al Futuro. Persone, idee, città.”

La conclusione del processo partecipativo legato alla redazione del Piano Operativo (PO) del Comune di Prato è un’occasione per presentare i risultati non solo del coinvolgimento in termini quantitativi di cittadini che vivono, lavorano o studiano, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, della scuola, dell’università, della ricerca, del mondo del lavoro, delle associazioni di categoria, dei professionisti, delle imprese e della cultura.

È soprattutto l’occasione per riflettere sugli strumenti utilizzati e leggere insieme i contributi e le sollecitazioni provando a far dialogare le criticità e le aspettative emerse, con gli indirizzi politici e i vincoli tecnici.

Dei quasi 300 gruppi di segnalazioni emersi dal percorso circa un terzo consistono in segnalazioni di criticità non propriamente pertinenti alla redazione di un PO ma decisamente interessanti, un serbatoio di idee, di elementi da valorizzare e problematiche da risolvere: una miniera di informazioni che l’amministrazione fa propria e trasmette agli uffici competenti perché possano essere inclusi in programmazione di opere pubbliche, in progetti di sviluppo e tavoli di concertazione.

Segno che la partecipazione capillare e diffusa ad opera di un soggetto terzo, riesce a far esprimere anche quei cittadini che hanno poca familiarità con convegni, incontri istituzionali o piattaforme on line.

Grande interesse ha suscitato il tema delle connessioni che detiene il numero maggiore di contributi che spaziano da espresse richieste di dialogo tra PO ePUMS, all’integrazione della mobilità ciclopedonale con quella automobilistica, esigenze non solo auspicate dall’atto di indirizzo ma già perseguite nella redazione del PO che viene sviluppato in sinergia con il PUMS. Interessante la richiesta di partecipazione nel processo di pedonalizzazione del centro storico e dei nuclei delle frazioni, a questo si affiancano proposte di istituzione di sensi unici per favorire l’inserimento di spazi di sosta rivedendo le sezioni stradali, oltre alla realizzazione di percorsi pedonali sicuri.

Sono particolarmente sentiti i collegamenti extracomunali: con la futura tramvia a Campi Bisenzio e con gli aeroporti di Bologna e Pisa, la percezione di cesura di alcune infrastrutture come la ferrovia, l’autostrada e la declassata da superare attraverso il miglioramento di sottopassi e l’estensione dell’interramento del viale da Vinci. Più volte ribadita la necessità di un ripensamento e potenziamento della rete ciclabile quale valida alternativa al sistema automobilistico, in particolare è richiesto un collegamento tra aree urbane ed aree industriali e la realizzazione di viabilità anulare che risolva il sistema viario a raggiera che converge al centro città, vista come tra le maggiori cause della congestione dei trasporti. Le frazioni hanno necessità di rivedere il sistema di ingresso/uscita dai loro centri e il potenziamento della sosta veicolare. Molte delle sollecitazioni non sono solo condivisibili ma già parte del PO e del PUMS.

Il tema dell’ambiente e agricoltura ha suscitato interessi contrastanti, da proposte volte al recupero della memoria storica dalle gore, da utilizzare come percorsi o connessione ecologica, con previsione di siepi a margine di coltivazioni e delle attività agro-turistico-sportive a espressione di partecipazione per i temi ambientali che arrivano alla richiesta di delocalizzazione di alcuni impianti.

I sistemi di mitigazione e il recupero della memoria storica possono essere agevolmente risolte dal Piano, la delocalizzazione necessita di tavoli interistituzionali più complessi e di Piani di settore specifici. Molto sentita la questione della regimentazione idrica, in particolare dalle richieste di nuove e diffuse casse di espansione, ponendo attenzione a non sacrificare aree particolarmente fertili, al recupero delle acque piovane dei macrolotti, all’uso di materiali tecnologicamente avanzati per opere pubbliche ed edili.

Perfettamente inseriti nelle linee di indirizzo dell’amministrazione il potenziamento della dotazione di verde, attraverso l’incremento di alberature d’alto fusto in aree dedicate, nelle barriere antirumore e nelle fasce di rispetto stradali, e una desiderata continuità del verde attraverso tetti e pareti, l’aumento degli orti urbani e la creazione di parchi agri-urbani polifunzionali, a cui si affianca la richiesta di far coesistere sicurezza stradale e alberature.

La riduzione del consumo di suolo è un concetto che è ormai entrato a far parte del senso comune, testimonianza ne sono le molte segnalazioni di grandi contenitori, edifici ed aree dismesse da rifunzionalizzare destinandoli ad attività collettive, spazi di aggregazione ed aree verdi, è il grande tema del patrimonio da rigenerare, a Prato particolarmente vivace.

Se per i bambini l’edifico abbandonato o incompiuto è fonte di paura e insicurezza nell’adulto è occasione di recupero attraverso agevolazioni fiscali, premialità, perequazione, revisione dei vincoli, ma anche attraverso lo snellimento delle procedure e flessibilità delle destinazioni d’uso. Particolarmente sentita la necessità di mappatura e schedatura del patrimonio, di incentivi alla migrazione di opifici posti nel tessuto residenziale, perfino arrivando ad un “out out” dell’amministrazione per i proprietari del patrimonio degradato e fonte di pericolo per gli abitanti.

Il nuovo PO presenterà un piano delle funzioni e una modalità degli interventi che darà una risposta alla maggior parte di queste richieste, andando per quanto possibile incontro anche alla problematica della parcellizzazione delle proprietà. In linea con la normativa e l’atto di indirizzo, il PO punta alla riconversione, rifunzionalizzazione e demolizione selettiva del patrimonio industriale ed edilizio esistente a favore della creazione di una rete dello spazio pubblico tanto caldeggiata nel percorso partecipativo.

Anche per questa tematica è stata auspicata una mappatura dedicata, che consenta di mettere a punto un sistema integrato con gli spazi privati di uso pubblico, comprese le attività commerciali.

Riguardo alla progettazione di piazze e strade dal percorso emerge la necessità di dotare di un sistema di attrezzature che consentano molteplici utilizzi compresi spazi coperti per l’ aggregazione, allo scopo si suggerisce di utilizzare anche le sedi delle vecchie circoscrizioni.

In alcune frazioni vi è carenza di spazi aperti, attrezzature collettive e sportive, in altri casi occorre rendere “permeabili” alcuni isolati attraverso percorsi trasversali e longitudinali nelle proprietà private anche mediante la realizzazione di portici.

Non si può che concordare che lo spazio pubblico sia il motore per gli interventi privati e costituisce un incremento del valore sociale, ambientale ed economico dell’intorno, per questo occorre razionalizzare anche la sosta, altro tema molto sentito e che accompagna la realizzazione di ogni intervento.

Queste sono una parte delle sollecitazioni emerse negli oltre 60 incontri, ma interessante notare che valori e criticità evidenziati, aspettative, richieste e desideri non si discostano affatto dall’impostazione che il PO si è dato.

Nei pochi mesi che ci separano dalla sua adozione gli uffici tecnici a partire dall’Ufficio di Piano in collaborazione con professionisti incaricati, coadiuvati dagli altri uffici comunali, saranno impegnati in un complesso lavoro di verifica, valutazione, mediazione e stesura degli elaborati che disegnano il futuro di Prato.

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