Urbanistica, la versione di Nardella

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    Nardella
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    Urbanistica, la versione di Nardella
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    L’ex Sindaco di Firenze ed eurodeputato del Pd Dario Nardella dice la sua sulle questioni urbanistiche che in città stanno facendo tanto discutere, dal Cubo nero in poi. E difende il suo operato e il ruolo degli investitori internazionali.

    Prima di tutto l’ex Sindaco di Firenze Dario Nardella, dopo due anni di silenzio (o quasi) sulle questioni cittadine si toglie qualche sassolino dalla scarpe. E a proposito dell’ampio dibattito sulle questioni urbanistiche cittadine parla di “poche persone che alimentano una polemica autoreferenziale e ingenerosa”. Parla – sulla Repubblica Firenze – di disprezzo ideologico per gli investitori. E poi va a testa bassa sul così detto comitato dei nobili e dice che il problema di questa città è sempre stata la difesa della rendita. Anzi attacca proprio “chi ha fatto della rendita passiva un’attività”. Il contrario, dice, di chi ha portato ricchezza e investimenti. Si, ma per chi? Su questo Nardella rivendica con forza il suo operato, che oggettivamente andò a scontarsi con una città che più che di Cubi neri era fatta di buchi neri. E allora, sostiene Nardella, grazie agli investitori internazionali richiamati in città da un suo appello, “abbiamo riaperto i teatri del centro, dal Niccolini, all’Oriuolo, al Nazionale. E poi Sant’Orsola, San Firenze e piazza Buontalenti. Parla Nardella di riqualificazione delle periferie e di ex Meccanotessile. Poi mescola le Murate, fatte da altri, e i Lupi di Toscana, ancora da fare. Per dire che il problema degli studenti fuori sede non è un problema del sindaco ma del ministero e che preferisce gli student hotel agli affitti a nero. E rivendica il fatto che durante i suoi due mandati il rilancio economico era la priorità, il blocco dei nuovi Air B&b e la regia pubblica sulla trasformazione. E’ la versione di Nardella, e a chi invoca discontinuità, parla di “dibattito pretestuoso”, di “epoche diverse” e “nuove priorità”.