Un uomo di 75 anni entrato nel carcere fiorentino di Sollicciano a metà giugno per scontare quattro anni di reclusione, da poco colpito da un ictus, è morto dopo dieci giorni di detenzione.
Nel carcere fiorentino di Sollicciano il fondo non c’è, non arriva mai, non si tocca mai per davvero. Ed ogni giorno le notizie riescono ad essere peggiori del giorno precedente. Immaginate di entrare in carcere a 75 anni dopo essere stati colpiti da un ictus, a metà giugno, con la prospettiva di restarci fino a quasi il raggiungimento degli 80. La tragedia si è consumata nel giro di soli dieci giorni. Dieci giorni a 40 gradi, nelle condizioni croniche del peggior carcere d’Italia. L’uomo è entrato in carcere con il braccio paralizzato, pesanti conseguenze fisiche, polpacci e stinchi praticamente neri, tra cicatrici e cattiva circolazione del sangue. Domenica si è sentito male, lunedì era già morto. Il racconto è stato fatto dai volontari dell’associazione Pantagruel. L’infermiere di turno non sapeva come gestire la situazione, l’anziano malato non riusciva a scendere dal letto e quando ci provava cadeva. Una situazione di degrado umano oltre ogni immaginazione. Sarebbe stato indispensabile attuare un ricovero immediato, ed invece quando alla fine è stato portato all’ospedale di Torregalli è stato dichiarato morto per meningite. L’uomo viveva da solo in un alloggio del Comune di Fiesole e aveva come unico familiare una cugina. Ha sempre vissuto a Compiobbi ed era conosciuto dalle associazioni di volontariato della zona. Ha vissuto prima con la madre, poi deceduta, e lui è rimasto solo. Ora la burocrazia dice che resta da chiarire se il suo quadro clinico fosse compatibile con la permanenza in carcere. Carcere dove continua il trasferimento di decine di detenuti dopo il sequestro da parte della magistratura di alcune sezioni a causa delle condizioni fatiscenti. Oltre alla morte dell’uomo, anziano e malato, resta come dato certo la morte dell’articolo 27 della Costituzione che impone che le pene siano conformi al senso di umanità.


