La Regione ha aperto 28 PIR, Punti di intervento rapido sul territorio della Asl Toscana centro. Sostituiranno i presidi dedicati ai codici minori ed andranno ad alleggerire i Pronto Soccorso. Ma per il momento sono ancora poco conosciuti.
Finisce la fase di sperimentazione con i presidi dedicati ai così detti “codici minori”, pensati per evitare di intasare i Pronto soccorso e gli ospedali con questioni – appunto – minori e per evitare i famosi “accessi impropri”. Ora, la seconda fase della costruzione di una sanità veramente territoriale, si chiama PIR. I Punti di intervento rapido sono ora 28, sono distribuiti sul territorio della Asl Toscana centro ed entrano in funzione dopo un anno di rodaggio silenzioso. Serviranno per tutti quegli interventi a bassa intensità che spesso si fatica a raggiungere a causa delle liste d’attesa. E allora si ricorre al Pronto soccorso o alla sanità privata. Adesso con i PIR, che si muovono in parallelo con le Case di comunità, il sistema sanitario entra nei territori e lo fa muovendosi spesso in aree non densamente popolate o senza altri presidi sanitari di rilievo. Dunque diagnostica di primo livello: Elettrocardiogrammi, prelievi del sangue, ecografie, visite specialistiche, piccoli interventi, magari in futuro anche risonanze magnetiche. Fatti spesso urgenti, ma non gravi. Una delibera regionale sta provvedendo ad estendere questi servizi a tutto il resto della Regione. Ci sono però al momento almeno due aspetti problematici. Il primo. Mancano i medici. La Asl continua a bandire concorsi mentre i professionisti reclutati continuano ad essere pochi. Second questione. Al momento i Pir sono poco conosciuti. Le visite fin ora effettuate sono troppo poche e si sono verificate a seguito di una segnalazione dei medici di base. Una situazione tipica delle fasi di sperimentazione che con ogni probabilità cambierà a breve e molto velocemente.


