Ponte al Pino torna alla città

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    Una delle fasi dei lavori di questi mesi
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    Ponte al Pino torna alla città
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    Il conto alla rovescia è finito. In queste ore e con qualche giorno di anticipo riapre al traffico di Ponte al Pino a Firenze. I primi sono stati dalle 17 i pedoni, poi  via libera ai mezzi privati e invece da martedì potranno transitare anche i bus.

    Dopo le prove di carico  per i collaudi e dopo gli interventi propedeutici  il ponte è stato aperto con un evento pubblico in via Pacinotti a cura del Centro Commerciale Naturale. Inizialmente la circolazione interesserà due corsie, una per senso di marcia, in attesa del completamento dei lavori relativi ai marciapiedi e alla pista ciclabile. I pedoni possono continuare a utilizzare la passerella pedonale, che rimarrà in funzione fino al completamento di queste opere per poi essere rimossa: per questa operazione sarà interrotta la circolazione ferroviaria a novembre, in orario notturno. L’assetto definitivo della viabilità sul nuovo ponte — realizzato in acciaio-calcestruzzo, lungo 32 metri e largo 16 — ricalca quello del vecchio cavalcaferrovia: due corsie in direzione di via Masaccio e una verso via del Pratellino, a cui si aggiunge il nuovo percorso pedo-ciclabile. La viabilità della zona sarà ripristinata con alcune modifiche legate al nuovo assetto e all’inversione di via Mannelli.  Le novità riguardano chi arriva da via Masaccio e in via del Pratellino dato l’assetto a senso unico di via Pacinotti.

    Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, i percorsi precedenti saranno ripristinati dal 15 settembre. Le linee 10, 11 e 20 torneranno sugli itinerari originari, mentre per la linea 17 sarà mantenuto il transito in via Cavour da piazza della Libertà a piazza San Marco, con deviazione del percorso sulle corsie riservate dell’asse Giacomini-Ficino per agevolare la circolazione.

    L’auspicio anche in vista dell’inizio dell’anno scolastico e dopo i mesi di pazienza di residenti, commercianti e automobilisti è che torni a fluidificarsi uno dei collegamenti più utilizzati della città  a nord e a sud della ferrovia, che nella fase di chiusura del ponte aveva riversato il transito e l’impatto sulla viabilità alternativa.