Multiutility: lo scorporo di ALIA: “Il progetto è scritto dall’agosto 2022, ma nessun socio pubblico l’ha mai discusso”

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    Multiutility: lo scorporo di ALIA: "Il progetto è scritto dall’agosto 2022, ma nessun socio pubblico l'ha mai discusso"
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    La denuncia di Sinistra Progetto Comune e Buongiorno Empoli. Tra i documenti dell’operazione multiutility pubblicati dai Comuni c’è un piano economico finanziario intitolato «Alia OpCo», datato agosto 2022, ovvero  il conferimento del ramo d’azienda rifiuti in una società di nuova costituzione controllata al 100%

    Tale conferimento era inizialmente previsto   «entro la fine di gennaio 2023»; il passaggio alla nuova società della titolarità della concessione ottenuta con gara nel 2017; le funzioni corporate che restano alla capogruppo e vengono addebitate alla società operativa «con l’applicazione di un mark up del 10%»; il trasferimento alla società operativa di «tutti i debiti finanziari»; e l’obiettivo dichiarato di «segregare il rischio operativo» della gestione dei rifiuti «al fine di evitare ripercussioni dirette su Multiutility Toscana». Nel 2023 il veicolo è stato persino costituito, trasformando la controllata Valcofert S.r.l. in Ambiente Toscana OpCo S.p.A.: anche allora senza alcun passaggio nei Consigli comunali, nonostante le delibere di indirizzo lo prevedessero (è stato possibile non costituendo una nuova società, ma trasformando radicalmente una esistente).

    Tutto questo riguarda direttamente la TARI. L’Autorità d’ambito ha appena escluso dalla tariffa milioni di costi corporate ritenuti non giustificati, oltre 6 milioni l’anno per i soli Servizi Comuni. Lo schema holding-società operativa trasforma quei costi in addebiti infragruppo, con tanto di ricarico del 10% previsto fin dal 2022. E la ripartizione tra le due società della concessione e di un debito che in un anno è passato da 323 a 869 milioni deciderà chi garantisce che cosa, e con quali riflessi sulle bollette. Il Piano economico finanziario in votazione è costruito sul perimetro societario attuale: negli atti della validazione, di tutto questo, non c’è traccia.

    SPC e BE chiedono tre cose “che  le Giunte riferiscano  che cosa sanno dell’operazione e quale posizione intendono tenere nell’Assemblea soci. Che nessuno scorporo venga perfezionato senza una deliberazione preventiva dei Consigli comunali, come prevedono l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali e il Testo unico sulle società partecipate. Che siano resi pubblici i testi degli eventuali accordi sindacali, il progetto societario aggiornato e gli atti relativi al subentro nella concessione.

    INTERVISTA COM LEONARDO MASI DI BUONGIORNO EMPOLI