
Al di là delle statistiche, gli episodi di cronaca mettono in evidenza almeno tre aspetti che smentiscono le rappresentazioni ufficiali. In primo luogo, la devianza minorile è un fenomeno sociale complesso, non riducibile ai “maranza” e alle “baby gang“. In secondo luogo, bisogna analizzare il ruolo centrale che oggi i social ricoprono nel forgiare le identità giovanili. In terzo luogo, occorre esplorare il rapporto dei giovani con contesti più ampi e strutturati.
Ai nostri microfoni il prof. Vincenzo Scalia, Associato di Sociologia della Devianza e Presidente del Corso di Laurea in Disegno e Gestione degli Interventi Sociali del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze.

