Dal Meccanotessile a San Donato per famiglie e studenti calmierati, al progetto di un fondo estero in via Masaccio: negozi, alloggi e ricettivo. Funaro lancia la campagna “Firenze Patrimonio Comune”.
Firenze ripensa il suo patrimonio immobiliare: il Comune tiene e rigenera 25 immobili pubblici per giovani, famiglie e anziani. Sembra una importante novità. Mentre un fondo immobiliare investe sull’ex Telecom di via Masaccio per farne un mix di studentato, alloggi e albergo. E questo è invece un film già visto. Il progetto comunale, illustrato dalla sindaca Sara Funaro con la campagna “Firenze Patrimonio Comune”, punta a non vendere ma ristrutturare ex stabilimenti e coloniche: tra i più importanti l’ex Meccanotessile nel Q5 (Archivio storico, spazi Unifi, housing sociale per 50 alloggi entro 2027, ludoteca), San Donato (innovazione/startup, ciminiera Novoli al patrimonio pubblico), la Colonica di via Mezzetta (Q2, fattoria ragazzi finanziata da CR Firenze), la caserma ex Lupi di Toscana (studentato 114 posti calmierati) e le Baracche Verdi Isolotto (Q4, funzioni sociali). Palazzo Strozzi – di proprietà statale – passa ora definitivamente al Comune. Parallelamente, cambia la situazione all’ex Telecom di via Masaccio (Q2): una immobiliare milanese, la Tachbau per metà di proprietà del colosso statunitense Bentall Green Oak, prende i travagliati 15 mila metri quadri, a Firenze a lungo un buco nero. Qui siamo nella scia di altre decine di altre decine di operazione immobiliari analoghe, con un mix di albergo simil studentato, commercio, residenza. Un’operazione di monetizzazione per il Comune di Firenze, immaginata durante la passata legislatura, nel 2022.


