Case sfitte, la Funaro dice sì al censimento e no alle requisizioni

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    La sindaca di Firenze, Sara Funaro
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    Case sfitte, la Funaro dice sì al censimento e no alle requisizioni
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    No alla requisizione degli alloggi sfitti ma sì a un censimento delle case vuote della città per aprire poi il confronto con tutti gli attori interessati e capire come rimetterle sul mercato. Così la Sindaca di Firenze Sara Funaro a proposito della proposta di Avs-Ecolò.

    La mozione di Avs-Ecolò che sarà presto depositata, sta facendo decisamente discutere, dentro e fuori Palazzo Vecchio. Una stima sommaria parla di 20 mila case sfitte a Firenze. La mozione in questione vorrebbe forzare la mano dei grandi proprietari per costringerli a rimetterli sul mercato e venire così incontro all’emergenza ed alla crisi degli alloggi. Proposta che arriva peraltro dopo il rapporto della Caritas e gli appelli della Fondazione Cr e del Vescovo di Firenze Gambelli. La Sindaca di Firenze Sara Funaro prova a mediare, dopo le reazioni indignate del centro destra e delle associazioni dei proprietari, che hanno parlato di “espropri proletari”. E a questo proposito dice: «Sono contraria alle requisizioni, vogliamo invece fare una ricognizione delle case, insieme all’Agenzia delle entrate e agli altri enti per individuare il patrimonio non utilizzato. In modo da portare poi tutte le realtà coinvolte ad un tavolo e costruire insieme un progetto sulle politiche abitative. Ascolteremo le criticità per capire come lavorare per aumentare le risorse abitative. È giusto avere un quadro completo e comprendere qual è la realtà con cui ci dobbiamo confrontare, cosa diversa però è parlare di requisizioni». La Sindaca prende dunque le distanze dalla proposta di Avs-Ecolò giudicata come troppo radicale ma si impegna sul censimento. Poi verranno le scelte politiche sul da farsi su questo fenomeno. Censimento che nel frattempo è già partito a Scandicci. Il Comune ha avviato una mappatura da cui è emerso che ci sono 3.211 abitazioni sfitte, pari al 14% del patrimonio abitativo. I proprietari sono 3.734, per il 92% persone fisiche e per l’8% persone giuridiche. Comunque la si pensi, il fenomeno sembra ora finito sotto i riflettori.