
Pensieri e messaggi dei visitatori, riprodotti in loop grazie ad uno speciale dispositivo. MAD Murate Art District presenta l’installazione Keep it alive, progetto dell’artista Francesco Pellegrino. L’opera, curata da Matteo Mannocci e Francesco Toninelli, ed esposta al pubblico dal 23 aprile al 24 maggio 2026 è stata prodotta dal centro di arte contemporanea del Comune di Firenze a seguito dell’assegnazione a Francesco Pellegrino del primo bando Residenze d’artista 2026.
AUDIO Intervista a Valentina Gensini direttrice artistica di MAD e Francesco Pellegrino
Promossa da MAD Murate Art District e organizzata da Fondazione MUS.E, la mostra è presentata a seguito del bando finanziato da Regione Toscana ed è realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Firenze. Al centro del progetto espositivo si colloca un’installazione sonora partecipativa che indaga le dinamiche della comunità, della comunicazione e della costruzione collettiva del senso. Keep it alive, con il quale Francesco Pellegrino ha vinto il bando residenze d’artista MAD gennaio-febbraio 2026, si fonda sull’idea che ogni contesto condiviso esista e si trasformi attraverso l’attivazione di chi lo attraversa, configurandosi come un processo continuo di relazione basato su parola e ascolto. In questa prospettiva il pubblico è chiamato a svolgere un ruolo attivo: le voci, i pensieri e i messaggi dei visitatori vengono registrati e successivamente reimmessi nello spazio espositivo, generando un paesaggio sonoro in costante evoluzione. Il risultato è un ambiente acustico stratificato, in cui i contributi individuali si intrecciano nel tempo dando forma a una dimensione collettiva dinamica e instabile.
“Con Keep it alive la Regione Toscana conferma volontà e impegno nel sostenere i linguaggi contemporanei e i percorsi di ricerca artistica che mettono al centro la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità – ha detto l’assessora alla cultura Cristina Manetti -. Progetti come quello di Francesco Pellegrino dimostrano come l’arte possa essere uno spazio vivo di relazione, capace di generare nuove forme di dialogo e di consapevolezza condivisa. Investire nei giovani artisti e nelle residenze significa rafforzare un ecosistema culturale dinamico, aperto e inclusivo, in cui la creatività diventa motore di crescita civile e culturale del territorio”.
“Con la mostra di Francesco Pellegrino, il MAD Murate Art District porta avanti la sua missione di laboratorio civico e culturale, capace di accogliere le sfide del contemporaneo e trasformarle in esperienze condivise. Keep it alive non è soltanto un’installazione, ma un dispositivo sociale che invita i cittadini a farsi parte attiva del processo creativo: attraverso la registrazione e la restituzione delle voci, lo spazio espositivo diventa un luogo di ascolto profondo e di memoria dinamica” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “In un’epoca dominata dalla velocità del consumo digitale, questo progetto ci propone un ritorno alla materialità del suono e alla responsabilità della parola. Sostenere il lavoro di giovani artisti che, come Pellegrino, vincono le residenze d’artista del MAD significa investire in una Firenze che sa guardare al futuro, valorizzando l’arte come strumento essenziale di coesione e riflessione collettiva“.
“Il lavoro di Francesco Pellegrino parla di messaggio, comunicazione, trasmissione e trasformazione di senso. È un lavoro sofisticato che ha vinto il bando Residenze d’artista MAD 2026, finanziato da Regione con ToscanaIncontemporanea, con il contributo di Fondazione CR Firenze, che da sempre ci accompagnano in modo determinante – ha spiegato Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD Murate Art District – Il lavoro di MAD è incessantemente dedicato a creare nuove opportunità di residenza, ricerca, produzione destinate ad artisti toscani, nazionali e internazionali selezionati con processi trasparenti e pubblici, grazie al lavoro della Commissione partecipata dal Comune di Firenze. MAD si configura dunque uno spazio unico sul panorama nazionale, che offre programmi continui e strategicamente strutturati, generando contesti di ricerca aperti e democratici, che coinvolgono un numero sempre maggiore di artisti, musicisti, fotografi e performer interessati a condividere percorsi con la nostra solida comunità di artisti e curatori. Mi piace ricordare con orgoglio come proprio da uno di questi programmi di ricerca e residenza sia nato il lungo lavoro portato avanti da Cecilia Canziani e Chiara Camoni, oggi al centro del Padiglione Italia della inauguranda Biennale di Venezia”.
L’installazione di Francesco Pellegrino si articola su un doppio piano, sonoro e visivo, attraverso moduli dedicati alla registrazione e alla riproduzione, realizzati con materiali edilizi come cemento, ferro e mattoni. Questi elementi evocano un immaginario di costruzione in divenire, sottolineando la natura processuale dell’opera. Il nastro magnetico, elemento strutturale e simbolico, attraversa lo spazio rendendo visibile il flusso dei contributi e il legame tra emissione e ascolto. Nel lavoro di Pellegrino, la comunità emerge come organismo fragile e mutevole, continuamente costruito e ridefinito attraverso la partecipazione. In assenza di attivazione, ciò che permane è una traccia sonora che progressivamente si trasforma, fino a perdere la propria funzione comunicativa, lasciando spazio a una memoria collettiva stratificata.

