Pisa, Cern trasferisce borsa da 1,8mln del fisico sessista a Unipi

università Pisa cern

Alessandro Strumia, dopo aver chiuso i rapporti con il Cern, per via delle affermazioni sessiste fatte in un suo convegno, potrà continuare la sua ricerca nell’ateneo pisano.

Il Cern, dopo aver chiuso il suo rapporto con Alessandro Strumia, per via delle affermazioni sessiste fatte in un suo convegno, ha deciso di trasferire all’università di Pisa la borsa di ricerca del valore complessivo 1,8 milioni di euro del programma europeo Erc. Lo specifica lo stesso Cern in un comunicato.

Il programma Erc vinto da Strumia, iniziato nel 2015, dovrebbe terminare nel 2020 e avrebbe dovuto svolgersi presso il centro svizzero. “Al fine di garantire la continuità del grant Erc, e dei diversi giovani ricercatori che sono stati contrattati, il Cern e l’università di Pisa hanno lavorato insieme per trovare una soluzione”, precisa il Cern. Il Consiglio europeo di ricerca è stato informato dell’idea di trasferire i fondi della borsa di ricerca, in modo da far continuare a Pisa il lavoro iniziato a Ginevra, “in accordo con le disposizioni sulla portabilità di questi fondi”. Il Cern e l’ateneo toscano hanno inoltre ribadito il loro “impegno per il rispetto e la diversità sul posto di lavoro, che considerano di primaria importanza”. Entrambi, dopo la presentazione di Strumia al workshop High-Energy Theory and Gender, tenutosi al Cern dal 26 al 28 settembre, avevano avviato delle indagini interne, terminate con la chiusura del rapporto con l’ente svizzero, e la sanzione del richiamo pubblico per la violazione, grave e rilevante, del Codice Etico di Ateneo a Pisa.

La borsa di ricerca Erc, come fanno sapere dallo stesso ateneo, viene trasferita all’Università di Pisa, “essendo Strumia a tutti gli effetti docente dell’Ateneo pisano e anche in considerazione del fatto che i procedimenti di cui è stato oggetto non sono inerenti la ricerca”. L’Università di Pisa era già partner del progetto, che però era coordinato dal Cern in qualità di ente ospitante. Se l’Ercea (l’Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca) valuterà positivamente la proposta, si tratterà quindi di ‘invertire’ i ruoli tra le due istituzioni.

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