🎧 Pisa: “11 poliziotti per portare via un bambino di 8 anni da sua madre”

8 anni
Foto da profilo fb Casa della donna Pisa
🎧 Pisa: "11 poliziotti per portare via un bambino di 8 anni da sua madre"
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Prelievo forzoso di un bambino di 8 anni a Pisa con 11 poliziotti che sono andati a casa della madre con i servizi sociali. Un altro caso legato alla cosiddetta sindrome di alienazione parentale

Un bambino di 8 anni è stato prelevato da casa della madre ieri a Pisa per essere portato il 18 giugno in Sicilia dove vive il padre. Si tratta di un provvedimento del Tribunale di Pisa che ha decretato un improvviso allontanamento dalla madre con spostamento immediato e forzato del bambino dalla Toscana alla Sicilia.

“Era previsto per il 18 giugno che la madre dovesse consegnare il figlio invece ieri all’improvviso si sono presentati a casa sua la polizia, gli assistenti sociali e gli psicologi”, spiega Paola Pieri del gruppo Maternamente che aveva denunciato questa situazione ai nostri microfoni già un mese fa, “11 poliziotti che hanno bloccato la strada. La madre gli  ha aperto la porta, non immaginava quello che sarebbe successo doveva essere un incontro. Il bambino si è barricato in bagno, la madre è stata portata in cucina, hanno divelto la porta del bagno con il bambino dentro, l’hanno trascinato via e messo in un istituto di Pisa”.

Un caso ancora una volta relazionato con la cosiddetta sindrome di alienazione parentale- considerata incostituzionale dalla Cassazione- e la legge 54, come nella storia di Laura Massaro. “Ci sono state delle denunce sul penale a carico del padre, il problema è il collegamento tra il tribunale civile e penale, il civile va avanti e il penale non viene preso in considerazione”, continua Paola Pieri, “la giudice ha applicato il modus operandi della Pas laddove c’è un problema la madre viene considerata ostativa, viene accusata e le denunce sul penale del padre non vengono prese in considerazione. In questo caso siamo andati ben oltre, nemmeno la PAS o la legge 54 prevede che un bambino venga prelevato con la forza in questo modo”, conclude Paola Pieri.

Secondo l’organizzazione D.i.Re (Donne in Rete Contro la Violenza): “Difficile trattenere l’indignazione di fronte al racconto dell’ennesimo prelievo forzato di un bambino, sottratto come se fosse un criminale alla mamma perché giudicata ‘ostativa’, un trauma brutale inflitto dalla giustizia che avrebbe il compito di fare sempre l’interesse del minore”, commenta Antonella Veltri, presidente di D.i.Re (Donne in Rete Contro la Violenza).

“La madre, ancora una volta, è stata giudicata ‘ostativa’ ma il dispiegamento di forze, l’atteggiamento degli 11 poliziotti intervenuti a supporto dei servizi sociali, le modalità con cui il bambino è stato costretto a seguirli, niente in questa vicenda ci sembra fatto nel superiore interesse del minore, che pure dovrebbe guidare l’azione della magistratura”, prosegue Veltri. “D.i.Re ha scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica Mattarella e alle ministre Cartabia e Bonetti, rimasta finora senza risposta, mentre sono decine le donne e madri seguite dai nostri centri antiviolenza che un vivono nel terrore che possa succedere loro la stessa cosa e che non hanno più alcuna fiducia in questa giustizia vergognosa”, prosegue Veltri.

 

In podcast: il racconto di Paola Pieri del gruppo Maternalmente, Pisa a cura di Monica Pelliccia

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Eleonora Desplanque
Eleonora Desplanque
1 mese fa

Penso che , se l’intervento dello stato è volto a tutelare il minore , ancora una volta lo stato , nelle persone preposte ad intervenire ha usato violenza laddove , penso , si dovrebbe agire con amore. Ma evidentemente ci sono persone che non ne conoscono il significato.Se la madre era “ostativa” e lo stato si è comportato così chissà quel bambino cosa può pensare da ora in avanti dello stato e di se stesso!!!!

maria Rita Giuca
maria Rita Giuca
1 mese fa

Ma nessuno pensa ai danni che vengono fatti ai bambini agendo in questo modo?! Sicuramente Gli agenti de polizia fanno quello che gli viene ordinato , chi sono gli ordinanti?

Loretta
Loretta
1 mese fa

Credo in un Italia che cresce quindi vengano rivisti dei protocolli sul come agire in una, situazione, prelievo di minore, in più credo nei minori piuttosto che agli adulti, il giudice esaminatore approfondisca il caso con gli elementi in suo possesso, e verifichi il perché un figlio non vuole vedere il padre, a mio avviso si vuole fare terra bruciata attorno ad una madre motivata, inoltre si dia una possibilità alla madre, in Italia c’è molto leggerezza d’accusa per capi molto più gravi, arresti domiciliari anche per chi concorre in omicidio, credo che un bambino meriti il beneficio del dubbio… Leggi il resto »