Piombino, JSW ‘boccia’ il rigassificatore: “rischio grave danno”

rigassificatore
PIOMBINO, ITALY - AUGUST 05: A view of the Lucchini steelworks on August 5, 2010 in Piombino, Italy. Alexei Mordashov the Russian billionaire chief executive officer of OAO Severstal and the largest shareholder of Lucchini steelworks presented business plans at the meeting to local and national institutions. Mordashov had been looking to sell Lucchini, the largest  Italian steel producer employing 4,000 staff, if he was unable to arrange debt restructuring agreements with banks. The Russian steelmaker Severstal, also controlled by Mordashov and which has a significant stake in Lucchini has stated that it may reconsider previous plans to view the company as a discontinued operation, confirming it  make look to deliver a business plan for presentation to the banks in September. (Photo by Laura Lezza/Getty Images)

Per JSW che detiene la proprietà delle acciaierie ex Lucchini, il rigassificatore  “potrebbe limitare o completamente inibire l’utilizzo della banchina nord”

Chissà come la prenderà  il premier Mario Draghi, che  nel corso di una conferenza stampa, ha affermato “sul fronte della diversificazione energetica abbiamo ora tempi rapidi e certi per il  rigassificatore di Piombino che è una cosa essenziale”. Sta di fatto che  nell’osservazione sul progetto per il rigassificatore di Piombino (Livorno) presentata da Jsw Steel Italy e da Piombino Logistics si legge testualmente. “la presenza a Piombino della nave rigassificatrice potrebbe limitare o completamente inibire l’utilizzo della banchina nord” in porto, quindi “nel caso in cui non venisse garantita l’attuale continuità delle operazioni portuali e si assistesse a riduzioni di frequenza e/o di capacità dei mezzi navali interessati, Jsw subirebbe un grave danno (con evidenti ripercussioni produttive e occupazionali)”.

Il danno determinato dalla presenza del rigassificatore,  secondo quando scrivono le imprese “è tanto più grave se si considera che Jsw è l’unico produttore di rotaie in Italia, che Jsw è fornitore di Rfi, che i fondi della Missione 3 del Pnrr sono orientati all’implementazione del sistema ferroviario e che dunque Jsw, con la sua attività, contribuisce al perseguimento di un importante interesse pubblico”.

Per questo motivo chiedono “la garanzia della continuità delle operazioni portuali di carico e scarico di semiprodotti/prodotti finiti di Jsw in banchina Nord come avviene attualmente, senza riduzioni di frequenza e/o di capacità dei mezzi navali interessati”. Nell’ipotesi in cui non venga garantito lo status quo delle attività portuali, Jsw e Piombino Logistics chiedono che “si proceda alla messa in pristino del pontile Lucchini, oppure che vengano corrisposte alla società, a titolo compensativo del grave pregiudizio che verrà a subire, le risorse necessarie affinché essa stessa possa provvedere ad effettuare i lavori di messa in pristino della banchina in concessione. In ogni caso – concludono – che la società possa beneficiare di una riduzione sul prezzo del gas, anche a titolo compensativo”.

Per quanto riguarda la viabilità all’interno del porto di Piombino, Jsw e Piombino Logistics evidenziano che “allo stato attuale tutto il transito merci e persone all’interno del sito di Piombino avviene attraverso la Portineria Carrai di Ischia di Crociano, mediante il principale unico asse viario di collegamento” e che nel progetto presentato da Snam, “tutto il traffico inerente la cantierizzazione necessaria per la realizzazione del rigassificatore è previsto abbia luogo attraverso detto varco e detta viabilità”. Per questo, le aziende chiedono la “garanzia della continuità di utilizzo, a immutate condizioni, della strada interna allo stabilimento di Piombino, della portineria a Ischia di Crociano, nonché del suo piazzale di ingresso antistante, di collegamento con la provinciale Sp40 della ‘Base Geodetica’, senza che, né la portineria, l’infrastruttura, né il traffico su gomma e conseguentemente anche quello ferroviario interno, possano essere danneggiati dal traffico aggiuntivo risultante dalla presenza delle aree di cantiere legate all’impianto di rigassificazione e/o dal suo esercizio, e della distribuzione del gas metano, per quanto interferente con il sito industriale”. “Con riserva – conclude il documento – di quantificare il danno subito e chiederne il ristoro a titolo di compensazione del grave pregiudizio subito”.

Nonostante tutto l ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani rimane ottimista. sulla costruzione dei rigassificatori, e in particolare quello di Piombino, “troveremo sicuramente un punto d’arrivo, perché la posta in gioco è molto seria e molto alta” ha detto; aggiungendo che “dovrà esser fatto di tutto per aiutare questi territori” e sottolineando che il rigassificatore di Piombino “è galleggiante, non è una struttura permanente”.

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments