Il futuro del centrosinistra, il ruolo dei riformisti e la costruzione di un programma per le prossime elezioni politiche. È il significato dell’assemblea nazionale dei Riformisti del Pd, in programma sabato 26 settembre alla Casa del popolo di Coiano, a Prato.
Un appuntamento che porta in città esponenti di primo piano del Pd, da Giorgio Gori a Lorenzo Guerini, Graziano Delrio, Lia Quartapelle e Filippo Sensi, e che punta a definire proposte su lavoro, imprese, innovazione, Europa e competitività. La componente riformista dei dem, alternativa alla linea di Elly Schlein, vuole rivendicare un peso specifico nella coalizione e nella formazione del programma con cui il centrosinistra affronterà il percorso verso le primarie e le politiche del 2027. La scelta di farlo sabato 26 settembre a Prato, territorio manifatturiero alle prese con la competizione globale, offre anche l’occasione per rilanciare il ruolo politico di Matteo Biffoni. Tornato sindaco, l’ex Consigliere regionale ritrova una tribuna istituzionale e torna a esercitare nella propria area quella leadership politica che ambisce a consolidare nel partito. Grande è la confusione sotto il cielo, anche quello pratese. Il congresso provinciale dem, previsto in autunno, potrebbe essere rinviato sulla scia degli orientamenti nazionali. L’ipotesi – come ha anticipato l’edizione locale de La Nazione – è prolungare la reggenza di Christian Di Sanzo, con un passaggio in assemblea provinciale e un possibile rimpasto della segreteria. Una soluzione che consentirebbe di congelare gli equilibri interni in vista della campagna elettorale. Riformisti e area di Montepulciano, che sostiene la candidatura di Edoardo Prestanti, continuano tuttavia a chiedere che il congresso si svolga nei tempi previsti. Lo stesso Biffoni, alla Festa dell’Unità pratese, aveva sostenuto la necessità di celebrare il confronto prima del voto, così da affrontare la campagna elettorale con un partito rinnovato e compatto.

