È tornato a suonare, dopo oltre 60 anni di silenzio, l’organo della basilica di Santo Spirito a Firenze, oggetto di un intervento di restauro che ha interessato anche il relativo apparato decorativo composto da cantoria e cassa. I lavori, realizzati con il sostegno di Friends of Florence, sono stati presentati oggi in basilica.
Le ricerche storico-artistiche, è stato spiegato, hanno consentito di datare con certezza la realizzazione della cantoria e dell’organo originario tra il 1551 e il 1553, con un costo complessivo (a eccezione delle indorature) di mille scudi. La cantoria, realizzata in noce e impreziosita da intagli raffinati con foglia d’oro e dettagli in argento, si distingue per la qualità esecutiva e per l’eleganza delle decorazioni. In epoca relativamente più recente, probabilmente per esigenze liturgiche, tutta la cantoria fu dipinta con uno strato di tempera grigia lasciando in foglia d’oro solo alcune parti in rilievo.
Uno degli elementi più significativi emersi durante il restauro è stato il ritrovamento della finitura originale della cantoria. Per padre Giuseppe Pagano, priore di Santo Spirito “è un sogno che diventa realtà. La basilica ovviamente nasce con un organo che poi nel 1824 viene cambiato con l’attuale. Brunelleschi ha pensato certamente anche alla musica all’interno del suo progetto architettonico. E allora il silenzio di sessant’anni anni viene interrotto, grazie al prezioso intervento di Friends of Florence”. “L’organo di Santo Spirito torna così funzionante – ha detto Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze -. I suoi suoni si fonderanno con la bellezza e l’armonia del capolavoro di Brunelleschi e allieteranno le funzioni liturgiche e non solo”.
In occasione della restituzione dell’organo alla comunità, sono previsti due appuntamenti: un concerto il 24 aprile e una messa alla presenza di monsignor Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, il 26 aprile.

