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Sab 28 Mar 2026
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ToscanaSanitàNon autosufficienza: in Toscana 88% casi a carico delle famiglie

Non autosufficienza: in Toscana 88% casi a carico delle famiglie

Cresce in Toscana il numero delle famiglie che devono farsi carico di persone non autosufficienti. Lo dice la Cisl. Che sottolinea: “‘Situazione peggiorata rispetto a 10 anni fa, ci sono 85.600 over 65 nella regione’.

Nell’88% dei casi il ‘peso’ delle persone non autosufficienti ricade sulle rispettive famiglie. sulle loro spalle, contro l’81% di 10 anni fa. E’ il quadro che emerge dalla ricerca condotta dalla Fnp-Cisl Toscana su un campione di 334 anziani non autosufficienti, residenti nella nostra regione. I risultati sono stati presentati da Francesca Ricci, dell’Ufficio studi Fnp-Cisl Toscana.

Nella nostra regione gli over 65 non autosufficienti (dati Ars) sono oggi 85.600, 14.000 dei quali sono messi in Rsa, mentre dei restanti oltre 70.000 sono le rispettive famiglie ad occuparsene per la cura e l’assistenza.

L’88,3% dei familiari è coinvolto direttamente nell’assistenza, il 37,4% offre sostegno economico. Nel 51,2% dei casi i familiari, soprattutto donne, si dedicano all’anziano in modo assiduo e continuo, gli interventi pubblici sostengono il 41,6% del campione. Fra questi la tipologia più diffusa è l’assistenza domiciliare diretta; seguono il contributo economico (voucher), gli inserimenti definitivi in strutture residenziali, i centri diurni e, infine, gli inserimenti temporanei di sollievo.

“L’invecchiamento della popolazione avrà come conseguenza inevitabile l’aumento dei bisogni – afferma il segretario Fnp Cisl Toscana, Viviano Bigazzi -. In un contesto in cui giorno dopo giorno le reti di protezione familiare fanno sempre più fatica a sostenere le persone”, il sistema “va flessibilizzato e personalizzato, diversificando i servizi offerti, anche con la compartecipazione dei soggetti interessati. Così come è necessario mettere a sistema le opportunità offerte dal privato, in particolare dal terzo settore” Secondo la ricerca il livello di gradimento per i servizi pubblici rivolti alla non autosufficienza è elevato all’interno del campione, in modo particolare per quanto riguarda i centri diurni, gli inserimenti temporanei e di sollievo e l’assistenza domiciliare.

Per quanto riguarda il sistema degli aiuti privati, il ruolo principale è giocato dagli assistenti familiari (badanti), a cui ricorre il 46,1%. Nel 62,3% dei casi le badanti sono in convivenza, nel 27,9% sono impegnate tutti i giorni per alcune ore e solo nel 9,8% dei casi per qualche ora la settimana. Il ricorso alle altre modalità di aiuto a pagamento è più contenuto: il 10.5% delle famiglie ricorre ad operatori sociosanitari privati, il 7,8% ad infermieri privati. Relativamente al sistema degli aiuti in gratuità, il 21,6% degli anziani riceve sostegno -seppure occasionalmente- da amici, vicini, conoscenti e l’8,4% è sostenuto dal mondo del volontariato.

Non sempre gli anziani intervistati, pur disponendo tutti di un reddito proprio, sono in grado di pagare la spesa per l’assistenza, che mediamente si aggira intorno ai 1.200 euro mensili. Il confronto fra il reddito disponibile e la spesa sostenuta per l’assistenza evidenzia che per il 20% degli anziani intervistati il reddito a disposizione è inferiore al costo sostenuto per far fronte la propria condizione di non autosufficienza