Nervi Association: se no Fiorentina, Franchi vivrà con rugby,atletica,musica

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Foto di Pier Luigi Nervi all_interno dello stadio da poco inaugurato_1932 _Ph. courtesy Pier Luigi Nervi Project Association, Bruxelles

“Sarebbe bellissimo se il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, si rendesse conto che avere uno stadio come quello di Nervi è un privilegio – ha detto Elisabetta Margiotta Nervi dell’associazione dedicata al grande progettista del ‘900 -. In caso contrario può diventare uno spazio polifunzionale che può avere moltissime vite”

Rugby, atletica, manifestazioni calcistiche di altro tipo e di altri sport, ma anche luogo di concerti musicali, non solo pop e rock ma anche di classica e opere di lirica. Queste le nuove funzioni che lo stadio ‘Artemio Franchi’ di Firenze, progettato e costruito dall’ing pier luigi Nervi negli anni ’20 del XX secolo  potrebbe avere se la Fiorentina dovesse costruire un altro impianto altrove dove disputare la serie A o cambiare sede comunale.

I suggerimenti sono emersi dalla ‘Pier Luigi Nervi Association’, a margine dell’ inaugurazione di una mostra antologica dedicata allo stesso Nervi alla ex Manifattura Tabacchi di Firenze.

“Sarebbe bellissimo se il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, si rendesse conto che avere uno stadio come quello di Nervi è un privilegio – ha detto Elisabetta Margiotta Nervi dell’associazione dedicata al grande progettista del ‘900 -. In caso contrario può diventare uno spazio polifunzionale che può avere moltissime vite: si potrebbe usare per accogliere degli sport come il rugby e l’atletica, usarlo come arena per eventi musicali, anche nell’ambito della lirica, trovare, per esempio, un collegamento con il Maggio Fiorentino, potrebbe essere una bellissima idea”.

Per Margiotta Nervi aver superato l’ipotesi di abbattere il Franchi “è una vittoria della città, riqualificare lo stadio Berta e rilanciare la zona di Campo di Marte rappresentano un’opportunità straordinaria. Adesso bisognerà mettersi al lavoro per sfruttare al meglio questo momento di rinascita. Lo stadio è un esempio di eccellenza italiana noto in tutto il
mondo, finalmente ne siamo tutti consapevoli, dobbiamo lavorare tutti insieme per riportare questo gioiello a nuova vita”.

Sulla polemica sul futuro del Franchi ha detto che “quello che a noi è più dispiaciuto è vedere parlare di una cosa senza conoscerla e veder tirare conclusioni affrettate bollando lo stadio come ‘rovina fatiscente’. Spero che questa sia una narrativa che venga abbandonata presto, non è una rovina fatiscente è solo un ‘vecchio signore’ che ha bisogno di cure e risorgerà a nuova vita. Ho visto tanta aggressività che francamente non ho capito”.

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