Meyer, quindici i bambini con il coronavirus curati

Meyer
(Foto di repertorio)

Firenze, sono quindici i bambini con il coronavirus curati al pediatrico Meyer di Firenze dall’inizio dell’epidemia. I piccoli pazienti, età media un anno, sono arrivati direttamente dal pronto soccorso o trasferiti da altri ospedali grazie ai protocolli di centralizzazione condivisi con la rete pediatrica.

Tutti sono stati dimessi dal pediatrico Meyer. “Un numero relativamente basso di casi che conferma come l’infezione determinata da Covid-19 colpisca in modo decisamente marginale la popolazione infantile” precisa il Meyer in una nota.

“Dal confronto tra le diverse realtà ospedaliere che aderiscono all’Associazione ospedali pediatrici italiani – prosegue il documento -, emerge però che i pazienti presi in carico dal Meyer rappresentano una casistica comunque rappresentativa nell’ambito del panorama nazionale: il 10% dei ricoveri pediatrici a livello nazionale”.

Otto nei piccoli pazienti aveva meno di un anno. Nella metà dei casi erano inoltre presenti delle comorbilità: patologie onco-ematologiche, malattie metaboliche o genetiche. “Medici e infermieri – precisa sempre il pediatrico – hanno comunque constatato che la sintomatologia dei pazienti non si è mai rivelata così importante da richiedere il ricorso a particolari terapie. L’unica eccezione in cui i sanitari hanno ritenuto opportuno intervenire con un’assistenza alla respirazione – ottenuta con la sola somministrazione dell’ossigeno – era legata alla presenza di un’altra patologia respiratoria concomitante”.

Sempre dall’ospedale pediatrico Meyer, arriva la notizia dell’allestimento di un albergo sanitario dedicato ai bambini risultati positivi al coronavirus e alle loro famiglie. La struttura, si spiega in una nota, è stata messa a disposizione, in via temporanea, grazie a una convenzione con la Diaconia Valdese.

L’albergo sarà ospitato in un edificio in via de’ Serragli, nell’Oltrarno fiorentino, e avrà otto camere, tutte con bagno. “Questa struttura – precisa sempre il Meyer – permetterà di garantire l’isolamento di pazienti positivi che non necessitano di ricovero ospedaliero o che sono stati dimessi ancora positivi, nonché di pazienti in assenza di tampone per i quali è necessario prevedere un periodo di isolamento”.

Dal 2 aprile scorso, il Meyer ha inoltre avviato uno screening per gli operatori sanitari con test sierologici affiancati a una verifica con tampone nel caso di positività: su più di 1200 esaminati, 13 (1,1% del totale) sono risultati contagiati dal Coronavirus. Il tampone viene effettuato anche a tutti i bambini che vengono ricoverati nell’ospedale e ai genitori che presentato sintomi o fattori di rischio.

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