I giudici del tribunale di Livorno hanno depositato le motivazioni della sentenza di assoluzione per Hamza e Ben Nossra che erano stati imputati di omicidio preterintenzionale
Denny Magina, il 29enne morto a Livorno nell’agosto del 2022 dopo essere precipitato da una finestra in via Giordano Bruno, sarebbe caduto accidentalmente mentre era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. E’ in sintesi quanto riportano le motivazioni della sentenza della Corte d’assise di Livorno, depositate nei giorni scorsi e pubblicate oggi da Il Tirreno, che aveva assolto Hamed Hamza e Amine Ben Nossra (per quest’ultimo anche la procura aveva richiesto l’assoluzione) dall’accusa di omicidio preterintenzionale.
“La causa più probabile della caduta dalla finestra – scrivono i giudici – è da individuare in un evento accidentale favorito dallo stato di intossicazione da stupefacenti”. Per la corte d’assise “con ogni probabilità il grave stato di alterazione ha causato una perdita di conoscenza mentre egli si trovava vicino alla finestra. Intossicato dalle sostanze stupefacenti e in preda alla stanchezza fisica, è svenuto e precipitato”.
Secondo la procura di Livorno, che sta preparando l’appello, se è vero che la posizione di Ben Nossra era stata ritenuta da subito marginale tanto da richiederne lei stessa l’assoluzione, fu Hamza a recitare un ruolo attivo nella morte di Magina perché lo avrebbe colpito con un pugno, provocandogli una ferita sotto il labbro inferiore, facendogli perdere poi l’equilibrio e farlo cadere così dalla finestra. Per la Corte d’assise anche la natura di questa ferita, seguendo la perizia del perito del tribunale, sarebbe un indizio equivoco, così come i vari altri indizi su cui è stata costruita l’accusa non sarebbero considerati dai giudici in grado di condurre a conclusioni certe e univoche. Lo stesso vale per il movente, un presunto debito di Magina verso Hamza, per il quale la Corte stabilisce che non ve ne sia prova dell’esistenza.

