Due trentenni extracomunitari residenti a Livorno sono stati arrestati e trasferiti in carcere su ordinanza di custodia cautelare del gip come responsabili di una tentata di rapina a giugno, vari episodi di rissa ed altre condotte violente. nella stessa operazione è stata arrestata una terza persona con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
I due sono stati arrestati in un’operazione di polizia di Stato e Arma dei Carabinieri di Livorno con l’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e domiciliare a carico di 11 persone, fra 25 e 38 anni di età indagate a vario titolo per rapine e tentate rapine, risse, lesioni personali aggravate e porto di armi e strumenti atti a offendere.
Risultano sei gli episodi contestati dagli investigatori, ritenuti collegati tra loro da quelle che sono considerate acredini sorte tra gruppi contrapposti della criminalità locale.Nelle perquisizioni sono stati sequestrati passamontagna, numerosi coltelli a serramanico, tre bombolette di spray urticante al peperoncino da mezzo litro, un machete, una mannaia, una katana e oltre 5.000 euro in contanti.
Infine nella stessa operazione è stata arrestata una terza persona con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio: era in possesso di 160 grammi di hashish. Le indagini proseguono”.
“L’importante operazione condotta dalle forze di Polizia, sotto il coordinamento della procura della Repubblica, che ha consentito di disarticolare un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti attraverso l’esecuzione di misure cautelari e numerose perquisizioni, rappresenta un risultato di assoluto rilievo nella lotta alla criminalità e al traffico di droga”. Lo ha riferito in una nota il prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi ringraziando magistratura, polizia e carabinieri, per i risultati di un’operazione congiunta coordinata dalla procura che ha portato a tre arresti e a 11 perquisizioni.
“Operazioni di questo livello – ha aggiunto Dionisi – sono il frutto non solo di un’elevata capacità investigativa, ma anche di un dispositivo di prevenzione e di contrasto alla criminalità costantemente calibrato sulle caratteristiche e sulle esigenze del territorio. Il controllo quotidiano delle aree più esposte ai fenomeni di illegalità consente infatti di acquisire preziosi elementi informativi, sviluppare indagini sempre più efficaci e intervenire con tempestività nei confronti delle organizzazioni criminali”.
Proprio per rafforzare questa strategia di controllo e prevenzione il prefetto ricorda l’istituzione della nuova zona rossa che dal prossimo 6 luglio entrerà in vigore nell’area tra piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza dei Mille e le vie limitrofe: “Questi risultati – conclude Dionisi – dimostrano come la sicurezza si costruisca attraverso un’azione quotidiana fondata sul coordinamento, sulla leale collaborazione tra le istituzioni e sul pieno rispetto dei rispettivi ruoli e delle competenze attribuite dall’ordinamento. È da questo metodo, fatto di reciproca correttezza istituzionale, di confronto nelle sedi proprie e di rigorosa osservanza delle procedure previste dalla legge, che nascono le migliori condizioni per rendere sempre più efficace l’azione dello Stato”.

