E’ morto a 86 anni Salvatore Ligresti. Fondatore del gruppo Fonsai, è stato tra i protagonisti della finanza milanese e della vicenda dell’urbanizzazione di Castello (Fi). Da fine anni ’80 era stato coinvolto in numerose inchieste giudiziarie. Fu coinvolto nel processo sull’urbanizzazione dell’area di Castello in cui la corte di appello di Firenze lo condannò a 2 anni e mezzo per corruzione.
L’immobiliarista siciliano è mancato all’ospedale San Raffaele, dove era ricoverato da giorni. Nel capoluogo lombardo l’uomo d’affari ha fatto la sua fortuna cominciata dal settore del mattone. Ha cavalcato l’onda della Milano da bere, dei socialisti di Bettino Craxi, entrando nei salotti della finanza sotto l’ala di altri siciliani, l’avvocato Antonino La Russa e il numero uno di Mediobanca Enrico Cuccia, per poi imboccare una parabola discendente con l’avventura di Fondiaria-Sai, finita come ultimo atto nelle mani di un’altra compagnia assicurativa, Unipol.
Una vicenda che oltre al carcere ha lasciato Salvatore Ligresti e i figli, Jonella, Giulia e Paolo, coinvolti in vicende giudiziarie in parte non ancora concluse.


Il 18 aprile 2005 il sindaco e Ligresti siglarono una convenzione per la realizzazione tra gli altri di un insediamento da un milione e 400 metri cubi ed un parco di 80 ettari. Secondo le accuse, nell’autunno 2008 la giunta comunale sarebbe stata pronta a sacrificare il polmone verde per far posto alla cittadella dello sport proposta da Diego Della Valle, patron della Fiorentina. Quando, dopo il sequestro dell’area, vennero pubblicate le intercettazioni nelle quali il sindaco dichiarava che il parco gli faceva schifo e che bisognava smitizzarlo, Domenici si incatenò per protesta davanti alla sede di “Repubblica” a Roma.
Nel 2015 nel processo sulla urbanizzazione di Castello la corte di appello condanna Ligresti a 2 anni e mezzo per corruzione insieme all’architetto Marco Casamonti e all’ingegner Gualtiero Giombini, all’ex assessore comunale (Pd) all’urbanistica Gianni Biagi e all’ex assessore alla sicurezza Graziano Cioni (Pd) che abbandona le primarie a Sindaco.
La procura di Firenze e i carabinieri del Ros ipotizzarono uno scambio di favori fra Fondiaria-Sai ed esponenti della giunta comunale: Fonsai avrebbe fatto scegliere il progettista (Casamonti) a Biagi, nel tentativo di ottenere il maggior numero possibile di permessi a costruire, e a sua volta Cioni avrebbe chiesto sponsorizzazioni per alcune iniziative, e favori personali. La vicenda che ha visto il sequestro dell’area fino al 2013, si è chiusa nel 2016 con l’annullamento delle condanne per corruzione che la Corte d’Appello aveva pronunciato nei confronti, fra gli altri, proprio di Ligresti.
