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Lun 9 Feb 2026
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MusicaDisco Della SettimanaLeroy From The North, "My Favorite Gun". Il Disco della Settimana

Leroy From The North, “My Favorite Gun”. Il Disco della Settimana

Chitarrista apprezzato e raffinato Eli Wulfmeier (Leroy From The North), fonde il rock di Detroit con il sound della California. Con il nuovo album si immerge in atmosfere desertiche ed intimiste.

Leroy From The North è lo pseudonimo artistico di Eli Wulfmeier, musicista cresciuto nel Michigan ma residente a Los Angeles conosciuto ed apprezzato chitarrista già al servizio di grandi nomi del rock e dell’alternative country statunitense, tra cui Nikki Lane, Sam Morrow, Dorothy e The Wild Feathers, esperienza da turnista che emerge nella precisione tecnica del suo lavoro, che fonde le radici rurali del Midwest con il suono tipico della California.

Immerso nel suono di Detroit, cresciuto a Free, Lynyrd Skynyrd e Humble Pie, e ispirato allo stile essenziale di Duane Allman, con il trasferimento a Los Angeles Eli Wulfmeier ha assimilato sfumature più dilatate strettamente legate a The Eagles, Crosby, Stills, Nash, Jackson Browne, Neil Young o i Byrds più elettrici.

L’album “My Favorite Gun”, uscito il 16 gennaio 2026, rappresenta un’evoluzione netta rispetto al debutto del 2023, Toughen Up che era caratterizzato da un southern rock ritmato e aggressivo; “My Favorite Gun” invece (con l’eccezione di Laid To he Rest, elettrica cavalcata psichedelica) rallenta i tempi e asciuga gli arrangiamenti. Il brano omonimo che dà il titolo al disco funge da baricentro per l’intero progetto: è un pezzo mid-tempo che punta su sonorità pulite e un’atmosfera riflessiva, segnando un distacco dalle distorsioni del passato per avvicinarsi a un’Americana più scarna e psichedelica che potrebbe essere accostata alle pagine più ispirate del primo Jonathan Wilson.

Viaggio sonoro attraverso rarefatte atmosfere intime e paesaggi quasi ipnotici, il disco si compone di 12 tracce e affronta temi legati alla solitudine e al ritorno alle proprie origini. Prodotto da Joe Bourdet (purista del suono del Laurel Canyon anni ’70), il disco abbandona le distorsioni e i virtuosismi degli esordi per favorire un suono pulito e spazioso, volto a enfatizzare l’atmosfera dei testi e per dare più spazio alla voce e a una scrittura più essenziale. Con questo lavoro, l’artista si sposta dai palchi dei club rock a una dimensione più intima, posizionandosi in una fascia di mercato nettamente più vicina al cantautorato moderno che al rock sudista tradizionale.

Il lavoro è stato registrato sostanzialmente dal vivo in studio su nastro analogico, con l’obiettivo di catturare l’interazione immediata tra Wulfmeier e la sua band (Adam Arcos al basso e Jason Ganberg alla batteria). Le sovraincisioni sono state ridotte al minimo, limitandosi a pochi inserti di tastiere, per mantenere l’integrità delle esecuzioni originali. Questo approccio organico ha prodotto dodici tracce essenziali e coerenti, che privilegiano la profondità sonora e il mood rispetto al precedente approccio più propriamente rock.

Il video di “My Favorite Gun” (brano che ha anticipato l’omonimo album) è stato diretto da Adam Arcos, che oltre a essere il bassista della band è un collaboratore visivo chiave per Wulfmeier. La regia utilizza inquadrature ampie e riprese con droni per enfatizzare il tema dell’isolamento descritto nel testo. Il video include la partecipazione di attori come Greg Furman e Lisa Madonna, costruendo una narrazione visiva che sembra uscita da un film noir moderno o da un western urbano.

“My Favorite Gun” di Leroy From The North è il nostro Disco della Settimana