Lavoro agricolo: proteste davanti alle prefetture Firenze, Siena, Grosseto e Arezzo

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Foto da Comunicato Stampa

Presidi su ristori per lavoro agricolo e nuovo contratto organizzata dai sindacati dei lavoratori agricoli Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil

Lavoratori e lavoratrici agricoli in protesta, questa mattina, davanti alle prefetture di Firenze, Siena, Grosseto e Arezzo per chiedere sostegni economici al comparto e il rinnovo dei contratti provinciali agricoli. La mobilitazione, organizzata dai sindacati dei lavoratori agricoli Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, denuncia l’assenza di ristori per i lavoratori agricoli all’interno del decreto Sostegni. “I lavoratori stagionali agricoli – spiegano i sindacati – sono stati essenziali in tutte le fasi della pandemia, ma sono stati dimenticati anche dal governo Draghi, discriminati ed esclusi dal diritto di ricevere ristori adeguati. Questi lavoratori sono essenziali sempre – aggiungono – non solo quando è stato chiesto loro di continuare a lavorare, garantendo per mesi cibo sulle tavole di tutti. Vanno loro garantiti diritti contrattuali, un reddito dignitoso e sostegni adeguati come ad altre categorie di lavoratori”. La mobilitazione chiede inoltre una “veloce conclusione del percorso di rinnovo dei contratti provinciali agricoli, scaduti da oltre un anno”.

Le lavoratrici e i lavoratori agricoli sciopereranno in tutta Italia venerdì 30 aprile per protestare contro le iniquità contenute nel Decreto Sostegni e per chiedere a governo e parlamento di modificarlo. La mobilitazione è stata decisa dalle segreterie nazionali dei sindacati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil.

L’annuncio, fatto in diretta Facebook sulle pagine delle tre organizzazioni sindacali e nel corso dei presidi organizzati questa mattina sotto le Prefetture di tutta Italia, viene dai segretari generali delle tre organizzazioni sindacali Rota (Fai), Mininni (Flai) e Mantegazza (Uila) che sono intervenuti, rispettivamente, alle manifestazioni di Treviso, Napoli e Roma.

Tra le richieste dei sindacati al governo il riconoscimento per l’anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019 e l’introduzione del bonus per i lavoratori stagionali insieme alla sua compatibilità con il reddito di emergenza. Tra le motivazioni dello sciopero anche la protesta contro i mancati rinnovi dei contratti provinciali agricoli nella maggior parte delle provincie italiane, che sono scaduti da quasi due anni. Lo sciopero del 30 aprile coinvolgerà anche i lavoratori del settore forestale che chiedono il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto nel 2012 e per i quali, proprio ieri, le segreterie nazionali di Fai-Flai-Uila hanno proclamato lo stato di agitazione. “La Cisl – scrive su twitter il segretario Generale Luigi Sbarra – è accanto alla Fai Cisl ed ai lavoratori agricoli che oggi manifestano per chiedere a Governo e Parlamento più rispetto per la dignità del lavoro agricolo. Bisogna modificare le gravi discriminazioni del Decreto Sostegni”.

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