Lun 24 Giu 2024

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Kata parla in un video su TikTok: “Voglio tornare a casa”. Ma è un fake

C’è un falso video su TikTok nel quale si vede la piccola Kata che parla alla famiglia e chiede di tornare a casa. Un contenuto capace di raccogliere circa 40mila like e di apparire sulle bacheche di migliaia e migliaia di utenti. Peccato però che sia tutto falso.

Il video riproduce l’immagine di una bambina che sembra Kata e la fa parlare con una voce finta e metallica generata da sistemi di intelligenza artificiale. Il contenuto è ‘fake’ e vorrebbe alludere proprio alla bambina Kataleya di 5 anni sparita a Firenze il 10 giugno. Dell’esistenza di questo filmato riporta stamani il quotidiano Il Tirreno spiegando che gira in un profilo dove si pubblicano solo contenuti riferiti a persone scomparse o morte. “Voglio tornare a casa dai miei genitori, mi manca troppo mia mamma”, dice la voce che non sembra di una bimba piccola anche se si presenta come Kata.

“Vi prego di aiutarmi – continua – se qualcuno ha visto i miei rapinatori contattate le forze dell’ordine. Spero che questo video acceleri il mio ritrovamento, ogni secondo è prezioso, più tempo passa e più è difficile la strada del ritorno”. Il video ha circa 40.000 like, centinaia di commenti. Si conclude con una foto autentica di Kata. Molti utenti sono disorientati, qualcuno pensa che sia davvero Kata – ma non lo è -, qualcuno coglie la certezza che sia viva e sia tornata a casa. Ma altri li avvisano che il profilo di Tik Tok non dà informazioni reali. Pubblica video simili di Schumacher, Tina Turner, Michael Jackson, Amy Winehouse, Giulia Tramontano e Denise Pipitone.

Afferma il professor Antonio Cisternino, presidente del sistema informatico dell’Università di Pisa, a proposito del video di Kata: “La tecnologia è ormai alla portata di chiunque. Di software e applicazioni che sfruttano in questo modo l’intelligenza artificiale se ne trovano tanti, non è troppo difficile – aggiunge – La qualità non è nemmeno la migliore, viene animato il volto ma l’immagine resta ‘piatta’. Chiunque può utilizzare la tecnologia dell’Ia generativa. Operazioni del genere seguono il sensazionalismo. La leva non è informativa, non c’è funzione sociale. E’ inquietante, prima o poi i legislatori dovranno intervenire. A parte essere macabro qual è il senso? Non ce ne sono. Non fai altro che generare nei cari della bambina sentimenti di tristezza o anche peggio”.

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