Incidenti stradali, giovani: cause sono fretta e telefonino

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Dal rapporto di ‘Ars’ emerge anche che le ‘abbuffate di alcol’ o ‘binge drinking’, bevute volutamente eccessive, sono un problema in crescita tra gli under 20 anche in Toscana e riguardano principalmente le ragazze: tra il 30 e il 35% delle giovani toscane dichiara di essersi ubicata almeno una volta nel corso dell’ultimo anno.

Stress e telefonini, per i giovani alla guida, sono tra i principali fattori di rischio sempre maggiori tra le cause degli incidenti stradali insieme a sonno, distrazione e anche la fretta, dovuta ai troppi impegni. Sono tute cause della maggior crescita dei sinistri nell’ultimo triennio.

E’ quanto emerge dal Rapporto sull”Epidemiologia dei determinanti dell’infortunistica stradale’ in Toscana (Edit), realizzato dall’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) con cadenza triennale per indagare i comportamenti alla guida e gli stili di vita a rischio in un campione di quasi 7.000 studenti toscani tra i 14 e i 19 anni. Migliora comunque il dato di chi è incorso in incidenti stradali nell’ultimo anno, oggi al 30% contro il 40% dei casi dell’ultima rilevazione.

Il rapporto 2018 è stato illustrato stamani in un convegno all’istituto degli Innocenti.
“Rispetto alle precedenti rilevazioni – ha spiegato Fabio Voller dell’Ars, moderatore del convegno – i ragazzi mostrano un fattore di stress maggiore. Uno stress probabilmente associato alla continua esposizione agli strumenti informatici, soprattutto lo smartphone, un oggetto che li mantiene iperattivi ed è associato anche alla mancanza di sonno: i ragazzi dovrebbero dormire nove ore a notte ma una gran quota dei giovani dichiara di dormirne meno di sette, e questo per larga parte è dovuto proprio all’uso del telefono, anche di nascosto ai genitori”.

Una vita sempre più frenetica anche per i giovani, soprattutto tra gli under 20, che porta maggiori rischi alla guida: “Nei casi di incidenti più gravi – ha spiegato Voller  – stanno emergendo sempre di più i fattori di distrazione, come l’uso del telefono, ma anche la stanchezza e la guida in condizioni di ritardo, dovendo arrivare a destinazione in poco tempo”.

Sul problema dell’uso di droga la situazione non è invece peggiorata dal 2005. Il dato resta stabile: un terzo dei ragazzi le sperimenta almeno una volta nella vita, un quinto almeno una volta all’anno. Il consumo regolare va dal 15 al 20%, una quota che non aumenta e che è più bassa delle medie nazionali. “Questo vuol dire – ha spiegato Fabio Voller dell’Ars – che le politiche di prevenzione contengono il fenomeno in una quota stabile, un dato positivo visto come è cambiato in questi anni il reperimento delle sostanze e la loro quantità, che è molto aumentata anche rispetto ai soli anni ’90”.

Il quadro che emerge dallo studio, ha concluso Voller, è comunque positivo: “Ci sono elementi di preoccupazione, ma anche dati positivi: quello che viene fuori dalla nostra indagine è che l’80% dei ragazzi vive una vita equilibrata in una fascia d’età, 14-19, dove gli stili di vita a rischio si iniziano a sperimentare, soprattutto nei maschi.”

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