Incendio Osmannoro: morto uno degli occupanti

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Il capannone, situtato in una zona antistante quella industriale dell’Osmannoro, ospitava un gruppo di 10 occupanti.

All’interno della struttura erano presenti 10 occupanti che la occupavano abusivamente e che sono fuggite al divampare delle fiamme

Un incendio è divampato in un capannone industriale di via del Ponte a Giogoli, nella zona dell’Osmannoro a Sesto Fiorentino (Firenze). La vie della zona sono state chiuse al traffico per consentire le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco di Firenze, intervenuti sul posto con autobotti, autoscale e con una squadra del Nucleare biologico chimico e radiologico. A supporto anche due autobotti dei comandi di Prato e Pistoia.

Secondo una prima ricostruzione, il capannone, abbandonato da tempo, era stato occupato da un gruppo di circa 10 persone di etnia Rom, che sono corse all’esterno quando sono divampate le fiamme. Uno di questi occupanti abusivi, un 27enne, è morto. All’interno della struttura sarebbero presenti alcune bombole di gas. Sul posto anche sanitari del 118, polizia e carabinieri.

Il corpo carbonizzato del ventisettenne è stato trovato poco distante dal suo posto letto. Il romeno, che era ipovedente, probabilmente non ce l’ha fatta a fuggire in tempo come invece hanno fatto gli altri occupanti l’edificio. L’immobile andato a fuoco è in una zona industriale, poco distante da Ikea Firenze.

“Non è la prima volta che purtroppo accade una cosa del genere, e credo che bisogna tutti quanti riflettere”, perché “non si può pensare che queste cose si lascino andare senza intervenire. Per i villaggi rom noi abbiamo già fatto altri interventi, sono stati erogati finanziamenti e risorse, però va fatta un’azione più forte e pianificata”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana in merito al rogo. Secondo Rossi ” bisogna trovare con determinazione, insieme ai Comuni e alle forze dell’ordine soluzioni abitative che non siano le case popolari, perché questo scatenerebbe ancora altri conflitti. Bisogna trovare soluzioni come le casette di legno, e altri luoghi abitativi” ha concluso.

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