Incendio Massarosa si espande in direzione nord, bruciati oltre 500 ettari

Incendio

Massarosa, in provincia di Lucca, i vigili del fuoco del Toscana, stanno implementando le squadre anti-incendio e di soccorso, oltre che con squadre già presenti della Lombardia e dell’Emilia Romagna, anche con personale dei Vigili del Fuoco proveniente dalla Regione Piemonte.

Attualmente, alcuni fronti dell’incendio sono sotto controllo ma si sta sviluppando sempre più il fronte in direzione nord – Nord est direzione Gualdo e fronte in direzione Fibbialla.

Durante la notte il nucleo SAPR della Toscana attraverso la termocamera montata su un drone effettuerà il monitoraggio del fronte dell’incendio.

Sul posto presente anche personale AIB della Regione Toscana.

Al momento il bilancio dei danni alle infrastrutture è di 7 abitazioni interessate dalle fiamme e alcuni annessi agricoli. Nessuna persona coinvolta ma ci sono circa 200 persone evacuate dalle abitazioni in zone ritenute non sicure.

L’abitato di Fibbialla, nel comune di Camaiore (Lucca), è stato evacuato intorno alle 18:00, così come i residenti sono stati fatti allontanare da Valpromaro e Gualdo. A Fibbialla si è recato il sindaco di Camaiore Marcello Pierucci e il Comune ha disposto alcuni alloggi di accoglienza. Al momento non ci sarebbero abitazioni a fuoco.

Le fiamme, si sono spostate verso la Val Freddana sul versante lucchese delle colline. “La situazione è complicata – aveva scritto il governatore della Toscana Eugenio Giani, in una nota – non è un incendio che si sviluppa in modo lineare e continuo, ma con salti anche di diversi chilometri che costringono a rivedere continuamente i piani di intervento. Si tratta di più falò a macchia di leopardo, il che rende complicate le operazioni di spegnimento”.

Intorno alle 23:00 di martedì sera aggiornando la situazione per l’incendio sempre Giani aveva scritto su Telegram: “”La Toscana dell’antincendio si prepara ad una lunga e difficile notte. Oltre 500 gli ettari bruciati stimati, le operazioni proseguiranno senza sosta via terra perché i mezzi aerei non possono alzarsi in volo, lo sforzo delle nostre donne e uomini del sistema regionale è eccezionale”.

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