Il Tenax ha 40 anni ed è stato una bellissima avventura

Il Tenax
©Controradio

Firenze, il 1°ottobre 2021 il Tenax compie 40 anni, per tutti coloro che hanno vissuto la Firenze degli anni ’80, il Club di via Pratese è stato una bellissima avventura, ma per me che ci lavoravo era più una filosofia ed una regola di vita.

Aprivamo dal mercoledì al sabato quasi tutte le settimane e nelle serate di apertura io ero al Tenax dalle 3 del pomeriggio alle 3 di mattina, con un paio d’ore di pausa per la cena, oltre alle “normali serate danzanti” producevamo concerti ed eventi che spaziavano in tutto lo spettro dell’attività culturale fiorentina, facendo anche opera di mecenatismo: supportando concretamente local band, come per esempio i Neon, gruppi teatrali, come per esempio i Giovanotti Mondani Meccanici, ma anche giovani stilisti ed artisti di ogni tipo.

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L’atmosfera che si viveva in quegli anni al Tenax era euforica, ogni sera succedeva qualcosa di diverso. Ci eravamo costruiti, con il supporto fondamentale di Controradio, un’audience fedelissima alla quale potevamo proporre di tutto, dall’avanguardia al burlesque, la gente in pratica veniva a vedere artisti di cui non aveva mai sentito parlare solo perché erano proposti dal Tenax.

La scena musicale era molto varia e si seguivano diversi generi di musica e di costume, ma la gente della notte di allora era curiosa e disponibile ad ascoltare anche proposte musicali diverse dalle loro preferenze, di conseguenza il pubblico alle serate Tenax era sempre molto variegato.

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Firenze allora era veramente “Heaven for the creatures of the night”, ed anche se il Tenax era sicuramente il centro della notte fiorentina, c’erano proposte da tutti i diversi settori della cultura e dello spettacolo ‘alternativo’, tra cui scegliere praticamente ogni sera, e questo sia in città che nell’hinterland.

Al Tenax passarono grandi band internazionali allora note solo a chi ascoltava Controradio, che produssero concerti incredibili ed indimenticabili, il mio concerto preferito di allora fu tuttavia quello dei Bauhaus, arrivati nel maggio del 1982, pochi mesi dopo l’uscita del loro secondo album ‘Mask’ e quindi al culmine della loro carriera, con uno spettacoloso Peter Murphy che ci fece venire la pelle d’oca con una performance spettacolare e Daniel Ash che ci massacrò con la sua chitarra.

Ma poi anche Psychedelic Furs, New Order, Sisters of Mercy, Virgin Prunes, Echo and the Bunnymen, Killing Joke, Tuxedo Moon, Clock DVA, per ricordare solo alcune delle formazioni più famose, facendo probabilmente torto ad una miriade di altre band che ci emozionavano quasi tutte le settimane con le loro proposte musicali.

Essendo a quel tempo il direttore di sala del Tenax ho avuto la fortuna di essere presente ad ogni fase dell’organizzazione e dello svolgimento dei concerti, a volte andando anche a cena con gli artisti, con l’unico cruccio che allora non parlavo ancora inglese e quindi partecipavo alle conversazioni ammiccando e sorridendo.

Voglio ricordare a parte il concerto di Jesus and Mary Chain, del maggio del 1986, perché mi diede la sensazione che quella band fosse l’ultimo vagito della “New Wave”, un genere musicale che ci aveva dato moltissimo ma che stava esaurendo la sua vena creativa, e forse quella sensazione era il primo ‘omen’ che mi suggeriva che era arrivata l’ora di cambiare e di percorrere nuove strade e nuovi mari… anzi oceani.

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