Per l’ex sindaco si tratta della terza corsa in città, dopo quelle del 2014 e del 2019. Una gara partita in ritardo, tra tensioni politiche e nomi ancora in bilico.
PRATO Si accende, finalmente anche a Prato, la corsa alle Comunali. Dopo settimane di trattative e tensioni interne, il centrosinistra scioglie le riserve: salvo colpi di scena inattesi, come preventivato sarà Matteo Biffoni il candidato sindaco. L’ex primo cittadino – oggi Consigliere regionale – è stato indicato dal Partito Democratico provinciale come la figura più forte e competitiva per guidare la coalizione. Una scelta arrivata però all’ultimo minuto: mancano appena quaranta giorni al voto del 24 e 25 maggio, e solo dieci alla scadenza per la presentazione delle liste. Un ritardo che racconta bene le difficoltà attraversate dal partito, segnato dal commissariamento del Comune dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti e da forti divisioni interne al Pd. Biffoni, forte di un ampio consenso in città, è ora chiamato non solo a correre, ma a ricompattare il partito e costruire una nuova visione per Prato. Una sfida che resta aperta, anche sul piano politico e identitario. Non sono ancora finite, infatti, le trattative su come impostare la campagna elettorale ed eventualmente affrontare una nuova fase di governo.
Il campo largo pratese può però contare sulle difficoltà del fronte opposto: il centrodestra infatti è ancora in affanno. Nessun accordo su un nome condiviso: tra le ipotesi la forzista Rita Pieri e il leghista Claudiu Stanasel, ma senza convergenza. Prende quota anche l’idea di un candidato civico, mentre Fratelli d’Italia potrebbe giocare la carta della Consigliera regionale Chiara La Porta all’ultimo momento. Intanto, fuori dai grandi schieramenti, si muovono già diversi candidati indipendenti. Il risultato è una campagna elettorale destinata ad accelerare bruscamente nei prossimi giorni.

