L’inchiesta è stata avviata contro ignoti. Le indagini, secondo quanto emerge, vengono condotte dalla Polizia postale in raccordo con l’Agenzia per la Cybersicurezza
A causa dell’attacco hacker agli Uffizi, già ai primi di febbraio la procura di Firenze aveva aperto un fascicolo per i reati di tentata estorsione e accesso abusivo ai sistemi informatici. L’inchiesta è stata avviata contro ignoti. Le indagini, secondo quanto emerge, vengono condotte dalla Polizia postale in raccordo con l’Agenzia per la Cybersicurezza.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo. “Secondo il Corriere della sera -ha scritto in un comunicato- gli hacker entrano per mesi nei sistemi degli Uffizi, sottraggono dati sensibili, studiano dall’interno una delle istituzioni culturali più importanti d’Italia. E la domanda, a questo punto, è inevitabile: chi doveva accorgersene dov’era? Il ministro Giuli sapeva qualcosa? E perché non dice niente?”.
“Quali sono le contromisure che verranno prese o le conseguenze che ci sono state? – chiede ancora – Quello che sta accadendo non è solo una falla tecnica. È un vuoto politico perché oggi la cybersicurezza è uno dei fronti più delicati della competizione globale. Non parliamo più di attacchi isolati, ma di una pressione continua che coinvolge Stati, gruppi organizzati, interessi economici e strategici. E in questo scenario l’Italia non può permettersi di arrivare sempre dopo”.
“Quando un attacco colpisce gli Uffizi, non si colpisce solo un museo”, ma “si colpisce un simbolo nazionale, un pezzo della nostra identità e della nostra credibilità internazionale. E allora serve chiarezza – conclude Mazzeo – L’Agenzia per la cybersicurezza cosa sta facendo? Il ministro e il governo hanno piena consapevolezza del livello di rischio? Le risorse pubbliche sono davvero indirizzate a proteggere infrastrutture e dati, oppure si continua a rincorrere le emergenze? La sicurezza digitale oggi è sovranità. E se non siamo in grado di difendere i nostri sistemi, non siamo in grado di difendere, davvero, il nostro Paese”

