🎧 Giovani e Covid in Toscana: tengono duro ma vogliono essere ascoltati e avere risposte

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🎧 Giovani e Covid in Toscana: tengono duro ma vogliono essere ascoltati e avere risposte






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Giovani: “Ragazze e ragazzi in Toscana al tempo del Covid. Come cambiano stili di vita, relazioni e prospettive per il futuro è stato il rapporto al centro del convegno che si è tenuto oggi promosso dalla Regione Toscana e dall’istituto degli Innocenti di Firenze.

 

L’indagine condotta su un campione di 4mila studenti tra gli 11 e i 17 anni, è stata coordinata dal Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, su mandato della Regione Toscana, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

C’è stato un calo significativo della percezione del benessere dal 2018 ad oggi nei giovani, responsabili ma rassegnati,  resilienti ma annoiati, con il bisogno di essere ascoltati e di avere risposte chiare dal mondo degli adulti. Una resilienza che in questa fase delicata di crescita dovrebbe essere sostenuta da politiche e strumenti adeguati.

audio: uno stralcio dell’intervento la dott.ssa Valentina Ferrucci, ricercatrice dell’istituto degli Innocenti.

Premessa al rapporto

Serena Spinelli, Assessora politiche sociali – Regione Toscana

Il 2020 ha rappresentato l’anno più duro e difficile della storia recente, in cui l’emergenza sanitaria ha minato le nostre presunte certezze, ponendo in evidenza il delicato e fragile equilibrio che governa i nostri sistemi sociali.

La pandemia da Covid-19 non è stata solo una questione sanitaria, ma come un grande evidenziatore ci ha posto ineluttabilmente di fronte vecchie e nuove criticità rispetto a tutti i temi connessi e collegati con la salute: l’economia, il modello di sviluppo, l’ecologia, l’organizzazione sociale, le relazioni, divenuti argomenti di discussione ed attenzione non solo nella ricerca delle concause della diffusione del virus, ma anche nel prospettare strategie funzionali al sostegno dei sistemi e delle persone nella ripresa del post-pandemia.

Ma la pandemia, insieme all’iniziale smarrimento, al disorientamento, alla paura, ci ha rivelato parti di noi non conosciute, a partire da potenzialità personali fino alla scoperta/riscoperta dei contesti relazionali più vicini, il livello familiare, il livello amicale, le nostre comunità.

Recenti ricerche e notizie tratteggiano gli impatti della pandemia sui giovani: alla sostanziale maggiore tenuta della scuola primaria si contrappone un calo di competenze per gli studenti dei cicli scolastici successivi, che, insieme all’allarmante aumento di accessi al pronto soccorso e di ricoveri di ragazzi e ragazze in stato di sofferenza psicologica acuta ci consegnano un grande impegno per gli anni a venire.

Per fare in modo che il 2020 non sia allo stesso tempo l’anno della pandemia e quello delle lezioni non apprese, Regione Toscana, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Centro regionale per l’infanzia e l’adolescenza ha promosso una ricerca specifica per comprendere come tale evento abbia contribuito a cambiare stili di vita e percezioni, influito su idee e valori, inciso su aspettative, speranze, timori dei pre-adolesenti e adolescenti. In che modo abbia condizionato questa delicata fase della crescita e la qualità della loro vita e delle loro relazioni.

La ricerca che presentiamo ha coinvolto un campione di quattromila studenti toscani tra gli 11 e i 17 anni, distribuiti tra gli Istituti scolastici di tutta la Toscana, che con i loro insegnanti hanno partecipato all’indagine: ragazze e ragazzi che, mettendosi a disposizione per raccontarsi, hanno consentito ai ricercatori di entrare nella loro sfera personale.

Grazie alla loro voce, tradotta in indicatori e dati statistici, è stato possibile approfondire spaccati e stili di vita e di relazione, evidenziare e raccogliere informazioni utili per orientare le politiche post-pandemiche nella direzione del sostegno e della valorizzazione dei processi di crescita e sviluppo di ragazze e ragazzi, per la costruzione e l’affermazione della loro personalità e autonomia, per offrire migliori opportunità di crescita e partecipazione a tutte e tutti.

Un dato importante emerso dalla ricerca è costituito dalla ricchezza e dalla forza del sistema di relazioni sociali ed amicali in cui le ragazze e i ragazzi toscani sono inseriti: l’emergenza ha mantenuto stabili le relazioni in famiglia, sono stati mantenuti vivi i contatti con gli amici, anche se mediati dalle tecnologie, che hanno permesso di far sopravvivere quegli utili spazi di confronto, scambio, espressione di sé, reciproco aiuto.

La speranza è che questa fase sia ormai definitivamente passata, ma la nostra attenzione deve rimanere vigile e, oltre a dover dare immediate risposte concrete, non possiamo mancare di una strategia di lungo periodo. Per questo è nostra intenzione investire nell’integrazione tra le politiche che intersecano i diversi ambiti della vita, riconoscendo e valorizzando quelle risorse che i territori sono riusciti e riescono a mettere in campo per un ritorno alla normalità, che non sia solo quella pre-COVID ma si collochi in una realtà nuova, in cui le ragazze ed i ragazzi possano riconoscersi e partecipare attivamente, ascoltandoli ed accompagnandoli, coinvolgendoli in una sfida che ponga al centro i loro bisogni e le loro aspirazioni.

Ringrazio tutti gli studenti che hanno partecipato all’indagine, insieme al personale degli Istituti scolastici che, con disponibilità e professionalità, li ha supportati.

Un ringraziamento particolare all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Istituto degli Innocenti, preziosi compagni di viaggio per la costruzione di nuove forme di pensiero, comprensione, integrazione e infine azione per il benessere delle giovani generazioni.

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