Sab 20 Apr 2024

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Giorni della merla, Coldiretti, Sos gelo su campi e spesa delle famiglie

Firenze, in questi ultimi giorni di gennaio, chiamati dalla tradizione popolare, ‘Giorni della merla’, il brusco abbassamento delle temperature con freddo e gelo notturno danneggiano le coltivazioni di verdure e ortaggi all’aperto, ma lo sbalzo termico improvviso, ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra.

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo che conferma la tradizione dei giorni della merla che corrispondono al 29, 30 e 31 gennaio. Secondo la leggenda, riferisce Coldiretti, negli ultimi giorni di gennaio si registrano le temperature invernali più basse, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine.

L’arrivo del grande freddo, sottolinea Coldiretti, colpisce le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, e broccoli che reggono anche temperature di qualche grado sotto lo zero ma se la colonnina di mercurio scende repentinamente o se le gelate sono troppo lunghe si verificano danni.

A preoccupare è anche il balzo dei costi per il riscaldamento delle serre per la coltivazione di ortaggi e fiori che risente dell’impennata della bolletta. La discesa della colonnina di mercurio con il gelo rischia peraltro di bruciare fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti dopo che, ricorda Coldiretti, il caldo anomalo lungo tutta la Penisola ha favorito il risveglio anticipato delle varietà più precoci di noccioli, pesche, ciliegie, albicocche, agrumi e mandorle dopo un mese di dicembre che aveva fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica, ma l’anomalia è stata addirittura di 2,54 gradi nel centro Italia e di 2,65 gradi nel mezzogiorno.

Il cambiamento climatico, precisa Coldiretti, si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

L’agricoltura, conclude l’organizzazione, è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 i 6 miliardi di euro.

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