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Mar 27 Gen 2026
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ToscanaPoliticaGiani: «Giornata Memoria contro chi schiaccia i deboli»

Giani: «Giornata Memoria contro chi schiaccia i deboli»

Il presidente dem: «Nuovo ordine mondiale del forte sul debole, da Putin giustificato a Gaza coperta. Ricordiamo l’Olocausto per evitare violenza e conflitto».

“La giornata della Memoria ha un’attualità ancora più forte, perché con l’arrivo della presidenza Trump si è creato un nuovo sistema di valori che è stato immesso nell’ordine mondiale”. È quanto sostiene, in un’intervista in onda su Controradio, il presidente della
Regione Toscana, Eugenio Giani (Pd). L’ordine mondiale, prosegue il governatore rispondendo a una domanda sull’attualità della ricorrenza, “è particolarmente toccato da questi atteggiamenti che portano al prevalere delle logiche del forte che schiaccia il
debole. Lo vediamo nelle relazioni internazionali l’atteggiamento di Trump che riporta Putin, che aveva oppresso e schiacciato l’Ucraina, a una dignità di una relazione quasi giustificandolo. È lo stesso Trump che copre gli omicidi, i crimini di guerra che vengono consumati ai danni del popolo palestinese dal governo Netanyahu”. In una situazione di questo genere, secondo Giani, si inserisce “quello che poi avviene a Minneapolis ovvero la
giustificazione di fatti inaccettabili come l’uccisione da parte di una milizia interna di un infermiere che stava prestando aiuto a una donna con dieci revolverate a sangue freddo dirette contro di lui che non era armato”. In una situazione come questa, è il monito del presidente della Regione, “è necessario fare memoria, rendersi conto che atteggiamenti di questo genere possono riportare alla violenza, al conflitto fra gli Stati e possono mettere in discussione l’ordine internazionale”. Tutto ciò, avverte l’esponente dem, “più di 80 anni fa portò alla volontà di distruzione di un popolo: in quel caso ispirato da fatti religiosi. I 6,5 milioni di ebrei uccisi scientificamente dai nazisti nei campi di sterminio sono qualcosa che devono essere sempre davanti ai nostri occhi per auspicare invece processi di pace, dialogo, relazione”.