Geotermia, sindaca di Scansano: “Continueremo a batterci per impedire questo scempio”

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sindaca di Scansano

Firenze, la sindaca di Scansano, in provincia di Grosseto, Maria Bice Ginesi, sintetizza la riunione in videoconferenza con gli assessori regionali ad attività produttive e ambiente Leonardo Marras e Monia Monni.

“Certo, è importante che abbiano ribadito che le Aree non idonee saranno rispettate e che da noi le centrali non saranno costruite – dice la la sindaca di Scansano – Ma resta l’assurdo dei permessi di ricerca rilasciati, altrettanto devastanti e dannosi per il nostro territorio. E dunque la guardia resta alta, continueremo a batterci per impedire questo scempio”.

L’antefatto, si spiega dal Comune di Scarlino, “è un duro documento approvato qualche settimana fa da tutto il Consiglio Comunale di Scansano, per sollecitare chiarimenti sull’iter dei permessi di ricerca e le intenzioni della Regione circa lo sfruttamento della geotermia in Maremma. La discussione nell’ultima riunione della Conferenza dei servizi, oggetto il permesso di ricerca rilasciato a Magliano in Toscana, ha infatti confermato le preoccupazioni circa l’interpretazione della legge a tutela della Aree non idonee: non un divieto assoluto a realizzare le centrali secondo i proponenti ma solo una maggior difficoltà per ottenere i permessi, aggirabile secondo loro con progetti che superino la Via. Teoria che poggia anche su una analoga interpretazione sostenuta dall’avvocato della Regione nell’opposizione ai ricorsi presentati da Comune, imprenditori e cittadini delle zone interessate”.

“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo – le parole di Marras come riporta il Comune, – per la Regione nelle Ani il divieto è tassativo e sarà rispettato”. Linea confermata anche da Monni. Gli assessori, si riferisce ancora, hanno però chiarito che “altro discorso va fatto per i permessi di ricerca che non può essere impedita”.

“Ancora una volta – commenta Ginesi – ci dicono che le centrali non si faranno. La nostra preoccupazione però è intatta. Concedere i permessi di ricerca è assurdo e illogico. Ogni pozzo costa circa 12 milioni di euro. E nei progetti è scritto chiaramente che si tratta di prove di produzione in vista di un successivo sfruttamento. A Scansano sono stati rilasciati due permessi, contro i quali abbiamo presentato ricorso. Uniamo le nostre forze a quelle di Magliano, dove è stato concesso un altro permesso. Il no a questo scempio è unanime, i cittadini sono compatti e decisi a difendere la nostra terra”.

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