Secondo il sindacato, in Toscana operano oltre 4.000 dipendenti del gruppo Mps, di cui oltre 1.000 a Firenze. Circa 500 lavoratori fiorentini sono impiegati nelle strutture di direzione generale. Considerando anche le attività dell’indotto, tra cui Fruendo, Accenture e Nexi Help Line, il numero complessivo delle persone legate alle attività del gruppo Mps a Firenze supera i 1.200 addetti.
Per le vicende che coinvolgono MPS, Monte dei Paschi di Siena, Banca Ifis e Nexi Help Line, anche “Firenze rischia di perdere progressivamente una parte importante del proprio sistema del credito: non soltanto sportelli bancari, ma soprattutto posti di lavoro qualificati, strutture direzionali, competenze professionali e attività che negli anni hanno garantito occupazione stabile, salari dignitosi e contratti collettivi di qualità”. Lo afferma in una nota la Fisac-Cgil che chiede alle istituzioni di “intervenire adesso, prima che decisioni aziendali difficilmente reversibili producano conseguenze permanenti”.
Considerando i dipendenti diretti di Mps, Intesa Sanpaolo e Bper Banca, a Firenze e provincia la Fisac stima circa 3.000 lavoratori potenzialmente interessati dalle conseguenze dell’Opas sul Monte, ai quali si aggiungono le attività dell’indotto.
“La preoccupazione non riguarda soltanto la possibile razionalizzazione della rete degli sportelli, ma anche la collocazione futura degli uffici centrali, delle strutture specialistiche e delle funzioni It presenti sul territorio fiorentino”, sostiene il sindacato, che esprime preoccupazione anche per vendita delle attività di Ifis nel comparto dei crediti deteriorati, con 300 occupati a Firenze, e lo spostamento dal capoluogo a Prato di Nexi Help Line, sancito peraltro da un accordo sindacale.

