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Sab 25 Lug 2026
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Firenze, archeologia: torna al suo splendore pavimento antico Duomo Santa Reparata

Grazie a un attento restauro, tornaย visibile nella sua bellezza originale, una straordinaria testimonianzaย dell’antica Florentia, il pavimento in mosaico policromo di epocaย paleocristiana della chiesa di Santa Reparata nel Duomo di Firenze.

Nel pavimento, spiccano la magnifica figura di un pavone, simboloย cristiano della resurrezione, e un’epigrafe con i nomi dei 14 donatoriย dei mosaici, divisi in base al numero di piedi romani finanziati.
Il lavoro, durato un anno e mezzo, รจ stato eseguito dai restauratoriย dell’Opera di Santa Maria del Fiore, ed ha interessato tutto ilย pavimento musivo dell’area archeologica, di circa 100 mq, decorato aย figure geometriche con esagoni, losanghe e nodi di Salomone.
Si tratta del pavimento della prima chiesa di Santa Reparata, che videย la luce ai primi decenni del V secolo d.C. (52 metri di lunghezza perย 25 di larghezza presunti), divisa al suo interno in tre navateย separate da due file di quattordici colonne. Al centro della navata
principale, si trovava l’emblema del pavone.
In particolare a questi ultimi sono riconducibili leย numerose integrazioni con cemento, dannose per gli stessi mosaici, cheย sono state sostituite da malta, il piรน simile possibile a quellaย originale, poi incisa e ritoccata cromaticamente. Le nuoveย integrazioni, riconoscibili e facilmente rimovibili, hanno cosรฌย restituito leggibilitร  ai decori del pavimento.
L’area archeologica della chiesa di Santa Reparata nel Duomo diย Firenze รจ un’importante testimonianza dell’antica Florentia, dove iย visitatori possono vedere non solo la storia della Cattedrale ma laย vita della cittร  di Firenze dal I secolo d.C. al XIV.
L’area fu aperta al pubblico nel 1974, dopo una campagna di scaviย durata quasi dieci anni. Nel 2014 รจ stato realizzato il nuovo percorsoย espositivo ad andamento cronologico che va dai resti di epoca romana,ย preesistenti alla costruzione della chiesa, alla sua fondazione in
epoca Paleocristiana, alla fase altomedievale e quella romanica.
Sulla stessa asse, piรน in direzione dell’originaleย facciata (che guardava il Battistero ed era avanzata di 7-8 metriย facciata (che guardava il Battistero ed era avanzata di 7-8 metri
rispetto a quella della Cattedrale) la lunga epigrafe con i nomi deiย donatori. Il pavimento fu realizzato da maestranze africane con cui laย Firenze del tempo aveva stretti rapporti culturali ed economici.
Il restauro odierno fa parte di una serie di interventi messi in campoย dall’Opera di Santa Maria del Fiore in sinergia con la Soprintendenzaย Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per migliorare la fruizione deiย monumenti del Duomo di Firenze di cui la chiesa di Santa Reparata faย parte.
Il pavimento musivo presentava vari fenomeni di degrado dovuti sia alย passare del tempo – distacco e sfaldamento delle tessere, lacune diย varie dimensioni, depositi di sporco – sia a precedenti restauri.
L’ultima fase, quella romanica, conobbe le maggioriย trasformazioni della chiesa. L’edificio fu rialzato, sette pilastriย per lato divisero le tre navate, una cappella settentrionale speculare
a quella altomedievale diede vita a una pianta a transetto.
La chiesa fu decorata con affreschi e continuรฒ a essere un luogo diย sepoltura privilegiato fino al 1379, anno in cui fu abbattuta per farย posto alla nuova Cattedrale. Numerose le tombe presenti in Santaย Reparata, tra queste la tomba di Filippo Brunelleschi, mentre non ciย sono tracce di quelle di Giotto, Arnolfo di Cambio, Andrea Pisano cheย secondo la tradizione dovevano essere qui sepolti.