Gio 18 Apr 2024

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Società di ‘finti badanti’ scoperta nel Senese

La finta società forniva documenti falsi ai fini del permesso di soggiorno, su 347 assunti solo 58 erano attivi. La maggior parte degli assunti proveniva dalla Tunisia.

Nel Senese una finta società di badanti avrebbe fornito diversi documenti falsi ai fini di ottenere il permesso di soggiorno, chiedendo in cambio dei compensi che andavano dai 50 ai 4mila euro, a seconda del tipo ‘servizio’ che veniva offerto: falsa busta paga, dichiarazione di ospitalità, assunzione fittizia.

Secondo quanto accertato dalla guardia finanza coordinata dalla procura di Siena, una società di servizi alla persona che si trovava a Chianciano Terme avrebbe assunto 347 badanti stranieri tra donne e uomini a partire dal maggio 2021, ma solo 58 di loro svolgevano una regolare attività lavorativa.

Le indagini hanno portato 3 persone agli arresti domiciliari, tra cui il promotore della società e i due più stretti collaboratori, destinatari di misure cautelari. Inoltre, le fiamme gialle hanno svolto 14 perquisizioni nelle province di Siena, Firenze, Arezzo, Mantova, L’aquila e Viterbo. Otto in totale le persone indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nel corso di una conferenza stampa, il comandante Gdf di Siena Antonio Marra ha spiegato che “le tre persone ai domiciliari erano rientrate in Italia il 28 febbraio ed avevano un biglietto per la Tunisia il 7 marzo per poi non fare più ritorno, da qui la necessità dell’esecuzione della misura cautelare per concreto pericolo di fuga”. La maggior parte dei finti badanti, dietro corrispettivo, dalla Tunisia giungevano in Italia dove gli venivano forniti finte buste paga, assunzioni fittizie o anche permessi di soggiorno.

Sempre in Tunisia, era stato aperto uno dei conti correnti all’estero dove veniva trasferito il denaro illecito versato dai migranti in una prepagata intestata alla società con sede a Chianciano Terme. “L’indagine è stata complessa e condotta con intercettazioni e pedinamenti per poter dimostrare che i badanti non svolgevano alcuna attività” ha sottolineato il procuratore facente funzione di Siena Siena Nicola Marini. Le indagini si sono svolte anche sul territorio nordafricano attraverso il coinvolgimento dell’Interpol.

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