Ferragosto: Uffizi, Pitti e Boboli aperti in omaggio a Bonaparte

Uffizi

Il prossimo giovedì, giorno di Ferragosto, ricorre l’anniversario dei 250 anni dalla nascia di Napoleone Bonaparte. Per celebrare il generale francese è stato riordinato l’ingresso della Galleria d’Arte moderna a Palazzo Pitti. Visibile il suo busto, opera di Canova, e il recente acquisto di un progetto ‘napoleonico’ del 1809 su due ponti sull’Arno.

Le Gallerie degli Uffizi restano quindi aperti per tutto il 15/08. L’opera di Canova è un colossale busto marmoreo proveniente dalle collezioni granducali, raffigurante proprio Napoleone. E’ invece un enorme disegno (84 x 207,5 cm) eseguito nel 1809 dall’architetto Hyacinthe Boucher de Morlaincourt (1756-1731) il progetto dei due ponti, dedicati uno allo stesso imperatore, l’altro alla sorella Elisa Baciocchi, allora governatrice della Toscana, da realizzare all’altezza delle allora Cascine granducali, aperte poi in forma di parco pubblico per volontà della stessa Baciocchi. L’opera del Morlaincourt è un esempio del piano che prevedeva di collegare al centro storico monumentale di Firenze lo spazio verde di una zona fino ad allora percepita come periferica, anche ideando una serie di passeggi alberati. Il progetto però, pur completato e presentato alle autorità, non arrivò mai a concretizzarsi.

“Con queste due iniziative ricordiamo l’importanza di Napoleone nello sviluppo dell’Europa moderna – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt -. La sua attività di legislatore e riformatore delle strutture amministrative e militari fu infatti improntata a principi illuminati di razionalizzazione. Se non esitò a razziare le opere d’arte della Penisola per portarle a Parigi, tuttavia – prosegue il direttore delle Gallerie – durante la campagna in Egitto si fece accompagnare da ricercatori, filologi ed archeologi cui venne affidato il compito di studiare e catalogare i resti dell’antica civilizzazione sorta lungo il Nilo. A Roma Napoleone stabilì l’emancipazione degli ebrei, e anche in Toscana, patria dei suoi avi, lasciò la sua impronta. In campo urbanistico, non tutte le idee di Napoleone furono realizzate, e pertanto – conclude Eike Schmidt – il disegno che abbiamo appena acquistato fornisce una preziosa testimonianza”.

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