Nas toscani bloccano portali che vendevano stupefacenti come Mounjaro senza ricetta: server USA, domini pakistani. Denuncia Eli Lilly avvia l’inchiesta.
Due siti web che pubblicizzavano e vendevano online farmaci soggetti a prescrizione medica, inclusi stupefacenti come ketamina, diazepam e metilfenidato, senza alcuna autorizzazione sanitaria, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Firenze su disposizione del Gip del Tribunale. L’operazione arriva dopo una denuncia della multinazionale Eli Lilly di Sesto Fiorentino, che aveva segnalato la commercializzazione abusiva del suo farmaco da 350 euro circa, utilizzato per glicemia e appetito, aggirando ogni controllo medico. Gli accertamenti hanno svelato un sistema fraudolento: uno dei portali sfruttava indebitamente nome e indirizzo di una farmacia reale a Roma, del tutto estranea ai fatti, mentre l’altro fingeva riferimenti a una sede inesistente, ingannando i consumatori con false garanzie. Prodotti in vendita spaziavano dal Mounjaro – popolarissimo per dimagrimento – a sostanze psicotrope ad alto rischio, disciplinate dalla normativa sugli stupefacenti, il tutto senza obbligo di ricetta e con rischi gravissimi per la salute pubblica. La struttura era internazionale: domini registrati tra Pakistan e Lituania, server negli Stati Uniti e pagamenti deviati su conti esteri tramite sim straniere, per eludere tracciabilità. Il giudice ha accolto la richiesta di sequestro preventivo dei siti, motivandolo con l’urgenza di tutelare i cittadini da un’attività che bypassava ogni regolamentazione Asl e Aifa. Le indagini proseguono per identificare gli amministratori occulti e quantificare il volume d’affari illecito, in un contesto di boom e-commerce farmaceutico illegale (+30% segnalazioni Nas 2025). L’operazione toscana ricorda i pericoli del web-farmacia: prodotti contraffatti o scaduti, dosaggi errati che hanno causato intossicazioni gravi. Eli Lilly e Nas rinnovano l’appello: acquistate solo da canali autorizzati, denunciate irregolarità. Firenze torna baluardo contro il far west digitale della salute.

