“Far stare fermo un artigiano è difficile”, intervista ad un’orafa fiorentina

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Foto Controradio
"Far stare fermo un artigiano è difficile", intervista ad un'orafa fiorentina
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Essere artigiano a Firenze ai tempi del Covid. E’ la storia di una giovane orafa alle prese tra spese fisse, un lavoro che ama e la voglia di scommettere sulle proprie capacità e su quella di altri artigiani come lei. Intervista a cura di Chiara Brilli.

La storia di Ginevra Gemmi, artista dei gioielli con bottega in via della Chiesa a Firenze. Lavora prevalentemente con argento e bronzo e oro su commissione. Attività aperta da quasi tre anni, ma lavora da oltre 20 anni. Dopo essere stata all’estero è tornata in Italia, nella sua città, nella sua via, dove è nata e dove ha dato vita alla sua attività artistica.
Dai mercati, alle fiere, dalla collaborazione con altri artigiani alla progettazione,  realizzazione e vendita in uno spazio tutto ‘suo’, affitto permettendo.
Gioielli materici e scultorei, nati dalla ricerca di superfici organiche e analizzando trame e molteplici combinazioni per conferire all’opera un aspetto di materia viva.
“Fare stare fermo un artigiano è assai difficile. Lavorativamente è stata dura, fortunatamente le ordinazioni estere mi hanno sostenuto” ci dice, anticipandoci una nuova avventura: la nascita di un coworking di tre artigiani in via Romana. “Ci stiamo ripopolando siamo una pellaccia dura. Lavorare con le mani è una passione a cui non si rinuncia”. Ascolta l’intervista.

Intanto la Regione annuncia dei ristori in arrivo per le botteghe di artigianato artistico: a disposizione ci sono 3 milioni e 800 mila euro, parte di un pacchetto da 25 milioni (in più bandi e per più categorie) che la Regione ha presentato nelle settimane scorse e che saranno impiegati da qui a giugno. Ciascuna bottega ed attività potrà ricevere fino ad un massimo di 2500 euro di contributo a fondo perduto. Il bando è online sul sito di Sviluppo Toscana e le domande potranno essere presentate fino al  30 aprile 2021. Non ci sarà nessun click day: la graduatoria sarà ordinata in base al calo percentuale del fatturato o degli scontrini emessi nel 2020 rispetto al 2019. Le perdite dovranno essere almeno del 30%.  Le risorse a disposizione consentiranno di erogare un contributo pieno di 2.500 euro a 1520 aziende.
“Siamo consapevoli che ristori da 2500 euro potranno soltanto alleggerire in parte il disagio delle imprese più piccole e consentire loro, magari, di pagare qualche bolletta o alcune delle spese fisse, ma che non potranno certo risollevare i fatturati delle aziende – commenta toscano l’assessore al commercio e all’economia della Toscana, Leonardo Marras -. Per quello l’unica soluzione saranno le riaperture e il ritorno dei turisti e l’unica condizione che ci consentirà di farlo in sicurezza, senza rischi sanitari, sarà la vaccinazione della popolazione”.

“I lavoratori dell’artigianato attendono la cassa integrazione da mesi: per il 2021 non è stato ancora pagato un euro”. E’ l’allarme lanciato in una nota da Mario Catalini, presidente dell’Ebret, l’Ente bilaterale toscano che autorizza i pagamenti dell’ammortizzatore sociale dedicato agli addetti del mondo artigiano. “Nella sola Toscana sono oltre 20mila i lavoratori dell’artigianato che attendono la cassa integrazione, ma il problema riguarda l’artigianato di tutta Italia”. Dunque, conclude il presidente dell’Ebret, “chiediamo di accelerare quanto più possibile le procedure affinché sia emanato il decreto di assegnazione delle risorse
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