Lun 27 Mag 2024

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Elezioni: Funaro lancia isola galleggiante sull’Arno

Elezioni comunali – Un’isola galleggiante nel fiume Arno, a forma di arnia, è la proposta della candidata a sindaco di Firenze del Pd Sara Funaro, con l’obiettivo di rilanciare in particolare la riva sinistra.

La struttura verrà realizzata ispirandosi alle arnie con moduli prefabbricati facilmente combinabili e smontabili in modo da poter intervenire tempestivamente per essere rimossi in caso di ‘allarme piena’. L’isola, si legge in una nota, sarà uno spazio polivalente aperto che ospiterà eventi visibili anche dalle sponde. Musica dal vivo, teatro, spettacoli pirotecnici, performance, sono solo alcune delle idee che saranno sviluppate per animare la terrazza galleggiante che sarà accessibile da maggio a settembre anche solo per passeggiare e guardare Firenze dall’acqua e riflessa nel fiume.

“Un nuovo luogo dove le persone potranno incontrarsi, un’isola che accoglierà cittadini e turisti per ammirare la città da un altro punto di vista e rendere la riva sinistra ancora più attrattiva – spiega Funaro -. Il progetto ci è stato presentato da un architetto di Milano che ama Firenze e se sarò eletta sindaca lo svilupperemo per renderlo attuabile già dal prossimo anno”. Critiche condite da ironia arrivano dal coordinatore fiorentino di Italia Viva, Francesco Grazzini: “Ecco che dopo due mesi di campagna elettorale arriva la prima proposta, rivoluzionaria, della candidata Funaro: la terrazza galleggiante a forma di arnia sulla pescaia di Santa Rosa – dice Grazzini in una nota -. Saranno contenti i residenti delle Cascine, delle Piagge, del centro storico e di tutte le zone insicure e problematiche di Firenze, di sapere che per la coalizione a guida Pd che ha governato negli ultimi 10 anni, la prima emergenza per la città sia costruire un’arnia galleggiante in mezzo all’Arno. Speriamo che quantomeno costi poco. Non vorranno certo intaccare il tesoretto di 125 milioni che la città di Firenze ha ottenuto con l’ennesimo record multe del 2023”.

L’idea lanciata in campagna elettorale dalla candidata Funaro, per realizzare un’isola artificiale e galleggiante in Arno, ha suscitato subito reazioni. Tra queste, secondo Alessandro Draghi e Jacopo Cellai consiglieri comunali di Fdi l’idea “è pericolosa e pure rischiosa. Siamo passati da vari progetti e non si è mai fatto niente. Adesso arriva un architetto di Milano che sarà abituato ai Navigli e ci fa un’isola a forma di arnia sull’Arno. Peccato che l’Arno sia un fiume a carattere torrentizio, per cui questa idea è pericolosa”. Il Comune, aggiungono Draghi e Cellai, “pensi a finire il ponte Vespucci invece di tirar fuori queste proposte”. “Credo che di spazi dove poter realizzare centri di aggregazione ce ne siano a sufficienza, a cominciare dalla riqualificazione delle Cascine – dichiara invece il capogruppo del M5s Roberto De Blasi -. Non ci inventiamo niente di impossibile ma usiamo gli spazi che abbiamo”. “Non è questo il modo per valorizzare l’Arno – sintetizza il candidato sindaco di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi -. In consiglio comunale c’è una proposta sull’Arno come bene pubblico, la progettazione dovrebbe passare dalla tutela dell’ambiente contro una logica di mercificazione del fiume e ulteriore sfruttamento del territorio”.

Il consigliere comunale del Pd Mirco Rufilli ha risposto a Draghi e Cellai sostenendo che “quando parliamo del futuro della nostra città non facciamo comicità e i colleghi di Fratelli d’Italia dovrebbero leggere i comunicati fino in fondo e studiare ingegneria prima di parlare. Noi giriamo per i quartieri, ascoltiamo le cittadine e i cittadini e sappiamo che la riva sinistra del nostro fiume può e deve essere valorizzata, come tra l’altro stiamo già facendo”. “Nessuno ha previsto di realizzare un’isola in Arno nel periodo autunno-inverno, bensì una struttura godibile da maggio a settembre e facilmente smontabile, in modo tale da non avere alcuna criticità né per i fruitori né per il fiume”, aggiunge Rufilli e “per quanto riguarda il ponte Vespucci ricordo che è un’opera di Morandi (tra le poche ancora fruibili), tra i primi esempi di ponti in precompresso. L’amministrazione comunale è riuscita a restaurarla per lotti successivi, scegliendo di non chiuderlo per un unico lungo periodo e garantendo così sempre la percorribilità con riduzione di carico o riduzione di carreggiata”.

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