Disco della settimana: The Dream Syndicate “These Times”

These Times è il secondo album dalla reunion del 2012 dei losangelini The Dream Syndicate, band fondamentale dei quel revival psichedelico denominato “Paisely Underground”.

Alfieri del revival psichedelico che venne etichettato come Paisley Underground (movimento nato negli States che pescava nelle suggestioni dei Sixties) entrarono nella storia della musica grazie ad album decisivi come Medicine Show del 1984. La band guidata dal cantante, chitarrista e compositore Steve Wynn si è riunita nel 2012 per celebrare il trentesimo anniversario dell’uscita del disco The Days Of Wine And Roses.

Se il ritorno in studio con “How Did I Find Myself Here” era una convincente riproposizione delle atmosfere classiche della band, “These Times” è un vero salto nel futuro, con incursioni nell’elettronica di matrice “kraut”. A proposito dell’album il frontman Steve Wynn racconta: “Mentre scrivevo le canzoni per il nuovo album ero piuttosto ossessionato da Donuts di J-Dilla. Adoravo il modo in cui si era avvicinato alla produzione di dischi, come un DJ, un collezionista di dischi, un appassionato di musica che vuole  mostrare tutta la sua musica preferita, distorcendola e cambiandola fino a farla sua. Stavo trafficando con sequencer, drum machine, loop – qualsiasi cosa mi conducesse fuori dal mio modo abituale di scrivere facendomi sentire come se stessi lavorando ad una compilation piuttosto che “sempre alla stessa cosa”. Può risultare non proprio automatico mettere The Dream Syndicate e J-Dilla nella stessa frase ma io sento quell’album quando sento il nostro nuovo album.”

Ci sono due fasi dei The Dream Syndicate. C’era la band con la lineup in continuo cambiamento, in attività tra il 1982 e il 1988 e che pubblicò quattro album tra cui The Days of Wine and Roses e Medicine Show, entrambi i quali hanno influenzato band e affascinato fan da allora. Poi c’è la band che si è riunita nel 2012, quella che è in giro da sette anni e che non ha subito nemmeno un cambio di lineup. La versione del ventunesimo secolo dei The Dream Syndicate ha pubblicato How Did I Find Myself Here nel 2017, album celebrato in tutto il mondo.

“Fare riferimento a chi eravamo e a cosa abbiamo fatto la prima volta, ma con un tocco di freschezza e innovazione: è un equilibrio difficile,” spiega Wynn. “Ignora il passato e stai usando il nome della band per convenienza, rimani troppo aggrappato ad esso e diventi una parodia – abbiamo evitato entrambe.”

Co-prodotto da John Agnello (Phosphorescent, Sonic Youth, Dinosaur Jr., Okkervil River, Kurt Vile…), These Times è stato registrato ai Montrose Studio di Richmond in Virginia. Wynn ha scritto instudio i testi dei brani, dopo che la band aveva finito di registrarli, in questo modo le parole sono dettate più dai suoni che da altro. Questo processo ha contribuito all’urgenza del titolo dell’album.

“These Times. Questo è tutto. È tutto ciò di cui stiamo parlando, tutto ciò a cui stiamo pensando. Non si può evitare il panico esistenziale di un mondo che sta rapidamente precipitando, evolvendosi e cambiando corso di ora in ora. Sembra falso non affrontare e riflettere le cose a cui non possiamo smettere di pensare: l’intero mondo sta proprio guardando. I testi dell’album sono solo uno specchio del terrore, del panico, della mania, della speculazione, della malinconia, alla fine ignorando l’abbandono che potrebbe seguire. È tutta questione di dove siamo. “

Il singolo “The Way In”accompagnato da un lyric video girato tra le vibranti strade dell’isola di Madeira, in Portogallo. “Si tratta del brano in apertura all’album, una sorta di Stele di Rosetta, un manuale di istruzioni che illumina il cammino,” afferma Steve Wynn riguardo a “The Way In”. “è tutta una questione di cancellare il passato, togliersi la polvere di dosso, allacciare le cinture e prepararsi a cosa potrebbe succedere. Suona come qualcosa che avremmo potuto ascoltare in radio nel 1981 quando stavamo formando la band e pensavamo ‘Forse dovremmo suonare così.’”
 
 

Il titolo del secondo singolo “Put Some Miles On” ha un doppio significato, dato che si riferisce sia a viaggiare in auto, sia ad ascoltare con stima il trombettista jazz Miles Davis. “Si tratta del terzo video diretto per noi da David Dalglish, uno scozzese che sta pian piano diventando l’interprete visuale ufficiale della nostra musica,” spiega Wynn. “E amo il modo in cui ha catturato il triplo significato di “Put Some Miles On” – macinare km in auto, l’esperienza e la saggezza nel girare le pagine del calendario, e ovviamente il nostro amore per Miles Davis. È veramente una maratona a zig zag!”

The Dream Syndicate passeranno per il nostro paese per quattro imperdibili date: il 18 giugno presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, il 19 giugno al Magnolia di Milano, il 20 giugno all’Arena Cappuccini di Cesenatico e il 21 giugno al teatro Astoria di Fiorano Modenese. Per maggiori informazioni sul tour visita: http://www.thedreamsyndicate.com/these-times.html

This band shows it can look back without being beholden to the past” – All Music
“There’s a muscle and rigor to the songwriting that you don’t often hear from psych-rock bands today.” – Stereogum
“Atmospheric rock music veering between noise and subtlety — so compelling  a hopeful new chapter.” – Pitchfork
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